«Soprattutto in questo momento è molto importante avere un’infrastruttura digitale europea. Significa maggiore tutela del dato per imprese, pubblica amministrazione e governi».
Consorzio Beni Digitali Comuni
Ancor prima di spiegare meccanismi e obiettivi dell’Edic (Consorzio per un’infrastruttura digitale europea) Digital Commons, di cui è appena diventato vicepresidente esecutivo, Serafino Sorrenti ne proietta la funzione in relazione all’attuale fase storica, fatta di plurimi conflitti, un ordine internazionale saltato e una guerra sempre più ibrida.
Le minacce cibernetiche
L’ultima relazione dell’intelligence lo conferma: le minacce cibernetiche aumentano. «La sovranità tecnologica non è più solo questione di sicurezza informatica, ma un tema strategico che riguarda direttamente l’autonomia economica e geopolitica dell’Europa. Una tutela essenziale per le nostre imprese». Parte da questa premessa Sorrenti, che aggiunge l’incarico internazionale a quello di capo segreteria di Alessio Butti, sottosegretario alla Presidenza del Consiglio con delega all’innovazione tecnologica e transizione digitale.
I vari Edic europei
L’Edic Digital Commons, che si aggiunge a quelli per l’Alleanza delle tecnologie del linguaggio per l’infrastruttura digitale, al CitiVerse, a quello per il partenariato europeo per la blockchain e quello per servizi di trasformazione interconnessi della pubblica amministrazione, riunisce Francia, Germania, Paesi Bassi e Italia ed è sostenuto da Lussemburgo e Slovenia, come paesi candidati, e Polonia e Belgio, come osservatori. «Crea per la prima volta–si legge nella pagina della Commissione europea –una struttura dedicata ai beni comuni digitali. Riunisce amministrazioni pubbliche, comunità Open Source e aziende».
I vantaggi per le imprese
Cosa significa concretamente un cloud europeo per le imprese italiane? «Vuol dire operare in un contesto di certezza normativa e protezione degli asset digitali, ma anche – spiega Sorrenti – cogliere nuove opportunità di crescita. La costruzione dell’ecosistema sovrano europeo prevede l’individuazione di stakeholder industriali in grado di sviluppare soluzioni concrete, attraverso la presentazione di Letter of Intent ai membri del consorzio. Un processo che apre spazi significativi per il tessuto produttivo e che rappresenta una leva nel post Pnrr, assicurando continuità agli investimenti e rafforzando la competitività industriale». Negli intenti di Bruxelles, le aziende dovrebbero essere più protette a vulnerabilità sistemiche, dovute alla concentrazione su pochi operatori e dall’incertezza che nasce quando dati, software e infrastrutture dipendono da catene esterne al perimetro europeo.









