Basta con l’espressione “sale quanto basta”. Il sale non è una commodity indifferenziata ma un prodotto che ha caratteristiche anche sensibilmente diverse e va valorizzato in funzione delle sue qualità ma anche in rapporto al suo ruolo multifunzionale: le saline sono luoghi di attrazione turistica e di presidio del territorio e della biodiversità.
Riconoscere la salicoltura come attività agricola
E’ quanto è emerso a Roma dagli Stati Generali della Salicoltura che si sono tenuti nella sede nazionale di Confagricoltura. La principale richiesta che è emersa dai produttori e dalla filiera è quella del riconoscimento della salicoltura di attività agricola. Imprimatur che dovrebbe venire dal ministero dell’Agricoltura e che consentirebbe alle imprese di accedere agli aiuti del Fondo anticalamità previsto a favore delle aziende agricole oltre che al relativo regime fiscale agevolato.
In Francia col riconoscimento accesso ai fondi anticalamità
Un esempio in questo senso è venuto dalla Francia dove il settore conta su un fatturato di 65 milioni di euro e 1.200 addetti e dove la “coltivazione del sale” (che è quella in mare ed è diversa dall’estrazione in miniera da salgemma) è già diventata attività agricola dal 2019. «Grazie a questo riconoscimento – ha spiegato Aude Yvon della Salins du Midi – i lavoratori del sale di Guerande ricevettero aiuti durante le piogge che negli scorsi anni impedirono la raccolta del prodotto. Il riconoscimento ha inoltre garantito una valorizzazione del patrimonio nazionale perché le paludi salmastre sono centrali per la conservazione della biodiversità. A Giraud lo stop allo sfruttamento delle saline in pochi anni ha portato alla desertificazione».
In Italia da Nord a Sud 10mila ettari «coltivati» a sale
Agli Stati Generali del Sale in Confagricoltura hanno preso parte Atisale Spa che a Margherita di Savoia in Puglia, vanta le saline tra le più grandi di Europa con 4.500 ettari in produzione, e che insieme agli impianti di Sant’Antioco in Sardegna si configura come il maggior produttore di sale marino italiano. Presenti anche le Saline Ing. Luigi Conti Vecchi nella Laguna di Santa Gilla a due passi da Cagliari, con quasi 2.800 ettari in produzione.
Le saline sono diffuse anche in Sicilia e in particolare con gli impianti della Sosalt che nella fascia costiera tra Trapani e Marsala ha circa mille ettari in produzione. In Sicilia c’è anche Isola Longa nell’omonima isola dell’arcipelago dello Stagnone nel Trapanese con un’estensione di circa 200 ettari. Impianti che hanno riportato ingenti danni a causa del ciclone Harry e che al momento sono escluse da qualsiasi forma di ristoro.










