Molto positivi quindi i dati sulle startup ma ora serve un salto di qualità nell’applicazione dell’intelligenza artificiale.
L’intelligenza artificiale centrale per il futuro del food
«L’AI – spiegano a Federalimentare – si sta affermando come tecnologia abilitante diffusa, capace di migliorare efficienza e performance nei diversi segmenti della filiera. Nel complesso, l’Intelligenza Artificiale rappresenta già oggi una tecnologia centrale anche per il futuro dell’agroalimentare e le imprese, grandi, medie o piccole, dovranno ridisegnare il loro business intorno alle soluzioni di AI».
Urso: alimentare settore trainante del Made in Italy
«L’edizione 2026 della Giornata Nazionale del Made in Italy – ha commentato il ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso – segna un nuovo primato. In due anni le iniziative sono più che raddoppiate ed è la prova vitale di una rete che racconta la ricchezza e la dinamicità del nostro sistema produttivo. Il Made in Italy poggia su solide filiere, le 5 A: alimentazione, abbigliamento, arredo, automotive e automazione, e si amplia a settori dal più elevato valore aggiunto come abbiamo indicato anche nel Libro Bianco “Made in Italy 2030”: l’economia della salute, lo spazio e la difesa, l’economia blu, il turismo, le industrie culturali e creative. Questi comparti, crescenti, rafforzano la presenza internazionale delle nostre imprese e sostengono la crescita delle esportazioni».
«Il Masaf – ha aggiunto il consigliere del ministro dell’Agricoltura, Lollobrigida, Giorgio Salvitti – punta in maniera decisiva sull’innovazione tecnologica: non è affatto un ossimoro accostarla all’agricoltura, ma piuttosto uno strumento fondamentale per sviluppare un settore determinante non solo sotto il profilo economico, ma anche sociale per il Paese».
Federalimentare: innovazione alla base della competitività del settore
«L’industria alimentare italiana – ha commentato il presidente di Federalimentare, Paolo Mascarino – che nel 2025 ha segnato nuovi record con oltre 200 miliardi di fatturato e 59 miliardi di export, si conferma un successo globale perché rappresenta quello che il mondo cerca dall’Italia: qualità, gusto, tradizione, fiducia. Per sostenere il suo sviluppo anche in futuro, l’innovazione sarà alla base della competitività del settore, anche per seguire i nuovi trend dell’alimentazione mondiale. Per questo abbiamo voluto dare alta priorità alla costruzione di un ecosistema nazionale dell’innovazione del settore agroalimentare, che favorisca l’incontro tra centri di ricerca e industrie, in particolare le PMI, e alla promozione della conoscenza e dello sviluppo delle start-up innovative in Italia».











