Da qui al 2030 Fincantieri è pronta ad inserire in organico circa 3mila lavoratori a livello di gruppo. In Italia questo incremento riguarderà oltre 1.200 addetti, di cui un terzo sono laureati. Di questi, più di due terzi coinvolgeranno le discipline scientifico-tecnologiche (le cosiddette Stem). Entreranno in azienda anche centinaia di diplomati tecnici, selezionati dai principali istituti tecnici industriali del territorio nazionale e in uscita dai percorsi di specializzazione post-diploma Its, di cui Fincantieri è partner.
Il piano sul lavoro
Previsto anche l’inserimento di operai specializzati (oltre 350) attraverso il progetto “Maestri del Mare”, il programma di formazione retribuito del Gruppo che ha l’obiettivo di ricercare, formare e assumere lavoratori addetti alla costruzione navale. Sono questi alcuni dei numeri sul lavoro contenuti tra le pieghe del piano industriale 2026-30, presentato lo scorso febbraio dal colosso italiano della cantieristica navale. Grazie a questi innesti la forza lavoro diretta passerà da 24.500 dipendenti del 2025 a 27.500 nel 2030, con un incremento della produttività stimato in +25%.
Folgiero: ulteriore passo avanti per crescere
«Attraverso il piano industriale 2026-2030 abbiamo tracciato la rotta dei prossimi anni, compiendo un ulteriore e deciso passo avanti nella nostra traiettoria di crescita – ha sottolineato Pierroberto Folgiero, Ad e Dg di Fincantieri -. Alla base del nostro modello operativo ci sono le competenze, su cui investiamo quotidianamente attraverso la formazione continua, e le persone, pilastro strategico del Gruppo. Il loro impegno, la professionalità e il senso di appartenenza ci consentono di raggiungere obiettivi sempre più sfidanti, creando valore nel lungo periodo per il Paese».
I profili ricercati
Focalizzandoci sull’Italia, il 60% degli oltre 1.200 organici inseriti sarà relativo a risorse junior (under 35), il restante 40% riguarderà figure senior. Questo mix, spiegano dall’azienda, servirà a garantire al tempo stesso «ricambio generazionale, politica di sviluppo interno delle competenze e l’acquisizione delle cosiddette cutting-edge skills da mercato, necessarie per trainare lo sviluppo del core business, garantire la digital e la clean energy transition e la crescita nei nuovi segmenti».
I nuovi innesti andranno a rafforzare lo sviluppo di innovazioni nei processi ingegneristici e produttivi.











