Dall’ex caserma all’albergo dismesso, continuando con le scuole chiuse e i terreni. La Regione dismette una parte del suo patrimonio e lo cede ai Comuni e ai consorzi industriali al costo di 1 euro, con l’obiettivo di «dare nuova linfa all’azione dei Comuni sardi attraverso la gestione diretta del patrimonio immobiliare». Si tratta di 100 unità, all’interno sono compresi anche terreni e altri beni che, nella maggior parte dei casi, non vengono utilizzati. Un’operazione che punta a dare un nuovo corso a un patrimonio immobiliare che, in un’altra situazione, avrebbe avuto un valore molto più alto.
Il nuovo corso del patrimonio immobiliare
Il provvedimento, approvato dall’esecutivo regionale, individua i primi beni del patrimonio disponibile da cedere a Comuni e Consorzi al prezzo simbolico di un euro. «Con questa delibera trasformiamo il patrimonio regionale in uno strumento operativo per la crescita locale – dice l’assessore degli Enti locali Francesco Spanedda -. La nostra volontà è mettere gli Enti locali in condizione di agire con la massima efficacia. Cediamo questi beni, spesso già utilizzati dalle amministrazioni, affinché spazi oggi non funzionali alla Regione diventino il centro di nuove politiche di prossimità».
A Cagliari le maggiori dismissioni
Il numero più significativo di case, terreni e strutture è a Cagliari dove, a essere dimessi ci sono gli alloggi dell’ex Caserma Vittorio Emanuele II. A Tempio sarà dismesso l’ex albergo Esit, struttura in buona parte inutilizzata. Altre strutture tra Oniferi, Ottana e Siniscola dove saranno cedute vecchie scuole, ex ambulatorio e altre strutture.
Dalla conservazione alla valorizzazione
«Con questa operazione – sottolinea l’assessore – superiamo una gestione statica dei beni pubblici. Passiamo dalla logica della pura conservazione a quella della valorizzazione attiva: ciò che per l’amministrazione centrale può rappresentare un cespite inutilizzato o un costo, per un Sindaco diventa l’opportunità di creare un nuovo centro servizi, una sede associativa o il fulcro di un progetto di rigenerazione urbana».
Il provvedimento prevede la possibilità di richiedere la consegna provvisoria anticipata, accelerando l’avvio dei progetti locali senza attendere i tempi burocratici della stipula definitiva. Come previsto dalla norma, viene infine mantenuto un principio di responsabilità: qualora il Comune decidesse in futuro di alienare il bene, i proventi netti dovranno essere reinvestiti per valorizzare altre proprietà regionali presenti nel medesimo territorio.




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