Trentino DataMine (società costituita come partenariato pubblico-privato dall’Università di Trento con Covi Costruzioni, Dedagroup, Gruppo Gpi e Isa-Istituto Atesino di Sviluppo) ha inaugurato ufficialmente il data center Intacture in Val di Non, nel comune di Predaia, in Trentino: dentro una miniera di dolomia ancora attiva, a circa cento metri di profondità,è pronto alla piena operatività.
I numeri del cantiere raccontano la portata dell’opera: 63.000 metri cubi di roccia estratta e riutilizzata, 54,4 chilometri di cavi posati nella sola prima fase, 3,1 chilometri di tubazioni. Il fornello, il cavedio verticale che collega il polo uffici in superficie alle sale server, misura quaranta metri di profondità. Le due gallerie operative si estendono per centosettanta metri, con un’altezza di 7 ed una larghezza di 12 metri.
Dalla costituzione di Trentino DataMine, nel settembre 2023, il progetto è stato realizzato in poco più di due anni: progettazione, scavo su misura dei nuovi spazi sotterranei, opere civili, installazione degli impianti tecnologici e collaudi. Dopo il completamento delle attività estrattive nel 2024, nel corso del 2025 sono state realizzate le infrastrutture e messi in funzione i sistemi tecnologici.
La spinta del Pnrr
A dicembre 2025, dopo i collaudi positivi e con l’installazione del cluster di supercalcolo, il data center aveva completato il proprio percorso di realizzazione. Il 30 aprile 2026, Intacture è stato il primo progetto della Missione 4 Istruzione e Ricerca, Componente 2, Investimento 3.1 del Pnrr ad aver completato la rendicontazione del 100% delle risorse assegnate. Un finanziamento pubblico di 18,4 milioni di euro, su un impegno finanziario di oltre 50 milioni di euro.
La competitività delle imprese
«Contribuire alla nascita di Intacture ha significato per l’Università di Trento accettare una sfida doppia: misurarsi con i tempi stringenti del Pnrr e sperimentare un modello societario e imprenditoriale inedito per un ateneo. Attraverso una sinergia concreta tra pubblico e privato, abbiamo trasformato le risorse assegnate in un’infrastruttura operativa che potenzia la competitività delle imprese e del tessuto economico locale», ha commentato Flavio Deflorian, presidente di Trentino DataMine e Rettore dell’Università di Trento.










