L’elevata domanda di elettricità, trainata dall’uso dei condizionatori, e le perduranti alte temperature che non accennano a scendere nemmeno la notte stanno mettendo sotto pressione l’infrastruttura elettrica italiana. In numerose parti del Paese si sono registrati in questi giorni blackout legati a guasti delle reti di distribuzione. Torino e Napoli i centri colpiti maggiormente, ma non sono mancati disagi nell’hinterland milanese, come a Sesto San Giovanni e a San Giuliano Milanese, in Brianza, a Pavia, nel comasco, con segnalazioni anche a Pescara e Jesolo (Venezia).
Impossibile dissipare il calore
Perché accadono questi guasti? «Il passaggio di corrente nei vari componenti della rete, come cavi e trasformatori, produce calore che deve essere dissipato. Nel momento in cui la temperatura esterna è elevata si ha difficoltà a dissiparlo, tanto più all’aumentare del carico – risponde Alessandro Bertani, direttore Operation Italy di Cesi (Centro elettrotecnico sperimentale italiano) -. Il calore dei componenti si accumula, il riscaldamento è continuo, e non è neppure più interrotto dalla notte, ormai caratterizzata da elevate temperature e uso dei condizionatori. I componenti elettrici raggiungono quindi i loro limiti termici e degradano causando blackout».
Le città più vulnerabili
I centri urbani sono i più vulnerabili e risentono maggiormente di questa situazione. «Le criticità si registrano soprattutto nelle città – conferma Bertani – perché da una parte accumulano più calore rispetto alle campagne e dall’altra hanno cavi interrati in cui la difficoltà a dissipare il calore è accentuata».
Possibili soluzioni
Ci sono possibili soluzioni, tutte con un tempo di realizzazione futuro. Al Cesi (azienda partecipata circa al 43% ciascuno da Enel e da Terna, con Prysmian al 6% e Hitachi Energy Italy al 5%) si testano le ultime innovazioni in materia di rete e l’azienda fornisce anche consulenza sulle configurazioni infrastrutturali più adatte alle mutate condizioni climatiche.
Bertani elenca alcuni filoni concreti su cui si sta lavorando: «Nuovi materiali per innalzare i limiti termici dei componenti, il rafforzamento delle magliature di rete, per diminuire la corrente che passa da ciascun cavo, i servizi di flessibilità, in grado di staccare i carichi non necessari nei momenti più critici. Comunque, sono tutte soluzione di medio lungo periodo».






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