Beretta holding investirà su un nuovo stabilimento per la produzione di munizioni di piccolo calibro, in Croazia. Il progetto è frutto di un accordo, che sarà siglato oggi a Zagabria, tra l’azienda con anima italiana e sede in Lussemburgo e il Governo della Repubblica di Croazia. L’intesa prevede la realizzazione di una nuova fabbrica a Obrovac, nella Contea di Zara. Si tratta di un investimento congiunto, pari a 125 milioni di euro. Beretta deterrà una partecipazione del 50% + 1 azione e il resto delle quote sarà suddiviso tra il Governo croato e l’investitore privato Ivan Kapetanović. E sempre su Beretta ricadrà la responsabilità del trasferimento tecnologico, della gestione della catena di approvvigionamento e dell’allestimento delle linee produttive. Lo stabilimento dovrebbe essere operativo entro metà del 2029; a regime conterà circa 250 dipendenti e si prevede che fatturi tra 70 e 80 milioni di euro l’anno.
Socio di maggioranza nello stabilimento
«In questa fabbrica – afferma Pietro Gussalli Beretta, presidente e ad di Beretta holding – saremo soci di maggioranza perché i prodotti sono, in buona parte, complementari al resto della nostra divisione delle munizioni. In Europa, abbiamo fabbriche di munizioni in Germania (la più grande), in Svezia, in Ungheria e in Svizzera. In Croazia realizzeremo un calibro che facciamo, in parte, nello stabilimento svizzero ed è per le mitragliatrici in cima ai carri armati; e poi gli inneschi, cioè i componenti che fanno esplodere la munizione, la fabbrica dei quali, in Germania, è attualmente satura. Questo nuovo impianto croato riflette l’impegno di lungo termine dell’azienda nel rafforzare la base industriale della difesa europea. Combinando tecnologie, il know-how industriale maturato nel corso di diversi decenni e solide partnership locali, puntiamo a svolgere un ruolo attivo nel rafforzamento della sicurezza dell’Europa e della sua autonomia strategica».
In effetti, sotto la guida di Gussalli Beretta, il gruppo – che compie 500 anni di storia (fu fondato nel 1526) – negli ultimi decenni ha concretizzato una marcata trasformazione strategica e organizzativa: la costituzione della holding, e decine di acquisizioni nel mondo, hanno consentito di creare una compagine con oltre 50 società, con una posizione di leadership mondiale nelle armi portatili leggere, nei prodotti ottici e nelle munizioni.
Gruppo di respiro internazionale
Nel 2025 Beretta holding, i cui ricavi sono divisi fra settore civile (cacciatori e sportivi: circa il 60%) e comparto difesa (circa il 40%), ha realizzato un fatturato di 1,68 miliardi di euro, con un Ebitda di 254 milioni . Quanto all’internazionalizzazione raggiunta dal gruppo, la si evince dal fatturato suddiviso per area geografica che, nel 2025, era così ripartito: Europa 55%, Nord America 32%, resto del mondo 12%.
Per ciò che concerne l’accordo in Croazia, «questa è la classica operazione – sottolinea Gussalli Beretta – che va ricondotta a quel che sta succedendo in Europa. Un’Unione europea in cui i Governi di alcuni Paesi, in questo caso la Croazia, ma non è la sola, stanno potenziando gli investimenti per avere una capacità industriale legata alla difesa, superiore a quella che avevano in precedenza. E se la nostra intesa con la Croazia arriva poco dopo quella stretta da Fincantieri (che ha firmato, a luglio, due memorandum d’intesa con le società cantieristiche croate Brodotrogir cruise e Iskra shipyard, ndr), noi, in precedenza, abbiamo fatto accordi molto importanti, che riguardano sia fucili che munizioni, con la Svezia e con la Finlandia. Insomma, si tratta di rapporti intraeuropei che vanno nella direzione del potenziamento dell’area di difesa dei Paesi che, in questo momento, probabilmente si sentono più deboli».










