Sulla scia dei buoni risultati delle semestrali di alcuni marchi del lusso, ripartono gli investimenti produttivi nei distretti della moda. È il caso della pelletteria in Toscana dove Loro Piana, brand della galassia Lvmh, ha annunciato l’apertura di un nuovo stabilimento di pelletteria di 18mila metri quadrati, prevista nella prima metà del 2027.
I tempi così stretti si spiegano con l’operazione che il marchio di lusso è riuscito a chiudere: invece di costruire uno stabilimento nuovo di zecca, ne ha rilevato uno già pronto, l’ex stabilimento Furla situato nella zona industriale della Sambuca, nel Chianti fiorentino. A vendere è stata la società immobiliare della famiglia Furlanetto, proprietaria del marchio Furla, per una cifra vicina ai 23 milioni di euro.
Lo stabilimento, progettato da Geza Architettura e formato da tre corpi di fabbrica pensati per integrarsi nel paesaggio nel modo meno invasivo possibile, è stato aperto nel 2021 e utilizzato fino a dicembre 2025; poi Furla, alle prese con una delicata crisi economico-finanziaria, ha traslocato in un piccolo capannone a Scandicci, lasciando libero il complesso. Ora Loro Piana realizzerà un soft restyling, prima di avviare l’attività.
Nello stabilimento, situato nel comune di Barberino-Tavarnelle (Firenze), secondo quanto si apprende da fonti vicine all’azienda saranno spostate sia le attività oggi svolte nella manifattura di borse Loro Piana a Tavarnuzze-Impruneta (Firenze), sia il magazzino che si trova in Emilia-Romagna. La struttura infatti è formata da un edificio dedicato agli uffici, uno occupato dai laboratori e uno dalla logistica. L’ingresso principale riprende l’accesso alle ville toscane, con un filare di cipressi che viene riproposto sulla facciata degli edifici, dotata di lamelle filtranti che mediano la luce all’interno degli spazi di lavoro. La natura s’insinua anche all’interno grazie a un sistema di patii e di tetti verdi con vista sul bosco.
L’annuncio del nuovo stabilimento è stato dato da Loro Piana (senza specificare che si tratta dell’acquisto dell’ex stabilimento Furla), che parla – in un comunicato – della volontà di rafforzare la presenza nella pelletteria, sottolineando la volontà dell’azienda di «integrare la filiera produttiva e valorizzare il patrimonio di competenze del distretto toscano della pelle. L’investimento – scrive il marchio – punta a coniugare il controllo diretto della produzione con la tradizione artigianale locale, uno degli elementi distintivi del made in Italy nel settore del lusso».










