Un semestre al di sopra delle attese e, nonostante l’impatto della guerra in Iran sulle manifestazioni espositive organizzate in Medio Oriente, un target per fine anno superiore a quello dichiarato, con guidance fra 293 e 298 milioni di ricavi e 80-83 milioni di Ebitda.
Italian Exhibition Group ha chiuso i primi sei mesi dell’anno con revenue in aumento del 9% rispetto allo stesso periodo del 2025, a quota 162,8 milioni e un balzo del 22% dell’Ebitda, che ha raggiunto i 47,8 milioni, con un risultato netto 22,7 milioni (+34%), grazie anche all’effetto di un calendario arricchito da cinque nuove fiere.
Inoltre, alla fine del semestre «abbiamo già venduto il 100% del target di metri quadrati dell’anno in corso», spiega l’amministratore delegato Corrado Peraboni, che sottolinea anche la performance del titolo in Borsa, cresciuto del 93% nel primo trimestre dell’anno in corso, «a conferma del rinnovato interesse del mondo anche finanziario per il settore fieristico e della credibilità del nostro piano di sviluppo», aggiunge. Aumenta quindi anche la capitalizzazione del gruppo (che comprende i quartieri di Rimini e Vicenza), che per la prima volta ha superato il mezzo miliardo.
«Stiamo tenendo fede al Piano industriale, che prevedeva sia di rafforzare la nostra capacità di lanciare nuove manifestazioni, sia su una maggiore attività di scouting per portare nuovi eventi ospitati nei nostri quartieri», dice l’ad. Tra le nuove manifestazioni lanciate quest’anno ricordiamo Bex (sulla space economy), che si terrà a Rimini a fine settembre e Ssec (energia solare e storage) sempre a fine settembre nel quartiere di Vicenza, ma anche Aura, dedicata al turismo del lusso, che si terrà a Firenze e sta registrando un ottimo riscontro di prenotazioni. Sul fronte delle manifestazioni ospitate (il 2% circa dei ricavi) Peraboni cita due eventi organizzati da gruppi esteri, tra cui il colosso britannico Informa, che nel 2027 porterà Growtech (innovazione agricola) a Rimini.
Il gruppo ha rialzato i target dell’anno in corso nonostante la guerra in Iran, che ha impattato sulle tre manifestazioni che Ieg organizza a Dubai: una (My Plant and Garden) è stata annullata, le altre due (dedicate ai settori fitness e orafo) sono al momento confermate, ma probabilmente avranno numeri inferiori rispetto al passato e rispetto alle previsioni di budget. «Ci aspettavano ricavi per 5 milioni da questi eventi, con margine superiore ai 2 milioni – spiega Peraboni -. Fortunatamente, i risultati ben oltre le attese di tutte le altre nostre attività hanno più che compensato il calo in Medio Oriente, periò è stato possibile rialzare la guidance per il 2026».









