Anche nel 2025 i consumi di surgelati in Italia hanno superato il milione di tonnellate (per la precisione 1.040.596), ritoccando la quantità verso l’alto dell’1% rispetto all’aumento del 2,3% registrato nel 2024 sul 2023. Per un valore di mercato di 6,1 miliardi di euro (+3% annuo). Così il consumo pro capite è salito a 17,7 Kg (nel 2024 era stato di 17,5 kg). E il trend del 2026 rimane ancora positivo. Sono dati che emergono dalla fotografia annuale scattata da Iias (Istituto italiano alimenti surgelati) su un settore che sembra sentire la crisi meno di altri.
Le vendite dedicate ai consumi domestici hanno raggiunto le 642.140 tonnellate (+1,1%), seguiti dai consumi nel fuoricasa, stimati a quota 398.456 tonnellate (+1% rispetto al 2024). «Se guardiamo al solo canale retail – notano da Iias – si scopre che l’interessante aumento registrato nel 2025 si conferma (e anzi aumenta sensibilmente) anche nel primo semestre del 2026, con volumi dei consumi a +3,4% rispetto all’analogo periodo del 2025».
«Nel 2025 gli italiani hanno continuato a scegliere i prodotti surgelati, confermando l’apprezzamento per un comparto che risponde perfettamente alle esigenze dettate dagli stili di vita odierni. I prodotti surgelati, infatti, uniscono alla praticità d’uso, l’attenzione alla sicurezza alimentare, il gusto, la convenienza economica, la valenza antispreco e le grandi virtù nutrizionali coerenti con i principi della Dieta Mediterranea. Questo ha favorito l’aumento complessivo del consumo di frozen food oltrepassando, per il terzo anno consecutivo, la soglia del milione di tonnellate, un risultato record per il comparto – commenta il presidente Iias, Giorgio Donegani -. L’andamento positivo interessa tutte le categorie merceologiche, in particolare l’ittico, le pizze, i preparati vegetali e i piatti pronti».
Nei consumi domestici, l’ittico è tra le categorie più dinamiche superando le 100mila tonnellate tra pesce “naturale” e “preparato/panato”, posizionandosi al secondo posto sul podio dopo gli insuperabili vegetali (primi per volumi con oltre 200mila tonnellate), ma prima delle patate (90mila tonnellate). A seguire, le pizze surgelate (70mila tonnellate, +3,1%) e i piatti pronti (66mila tonnellate, +1,7%).