Era il 1979, quasi 50 anni fa, quando in Italia fu riconosciuto dall’Unesco il primo sito patrimonio mondiale dell’umanità, l’arte rupestre della Valcamonica, che precedette di un anno il riconoscimento del centro storico di Roma e del “Cenacolo” di Leonardo da Vinci, con la chiesa di Santa Maria delle Grazie, a Milano. Da allora i siti Unesco sono diventati 62 in Italia e 1.273 nel mondo, presenti in 173 Paesi.
L’Italia è il Paese che ne detiene il maggior numero: l’ultimo riconoscimento, nel luglio scorso, è il “sistema dei teatri condominiali nell’Italia centrale fra il 18esimo e il 19esimo secolo”, composto da dieci teatri in Emilia Romagna, Marche e Umbria esempio di architettura “condominiale” (una forma di comproprietà tra enti pubblici e gruppi di privati), che segna il passaggio da luoghi di intrattenimento, riservati solo ai vertici della società, a istituzioni pubbliche di cultura al servizio della comunità.
Alla promozione dei siti Unesco è dedicato il World Tourism Event (Wte), il Salone internazionale del turismo nei siti patrimonio mondiale, evento itinerante che quest’anno ritorna ad Assisi per la 17esima edizione in occasione delle celebrazioni per gli 800 anni dalla morte (dal Transito) di San Francesco.
L’appuntamento si terrà il 24 e 25 settembre nello storico Palazzo del Monte Frumentario con l’intento di intrecciare i valori francescani della pace, del dialogo tra culture, della tutela del creato e della sostenibilità col turismo legato al patrimonio mondiale.
«Da Assisi e dall’Umbria il Wte intende rilanciare una visione del turismo come strumento di dialogo e conoscenza reciproca, ma anche come leva concreta per la tutela e la valorizzazione dei territori”, afferma il comitato organizzatore.