Dalle criptovalute alla logistica; da strutture sanitarie alle mense al cinema. Da società operative col superbonus a quelle del settore energetico. Per non parlare delle aziende svuotate dalla criminalità organizzata. La mappa delle liquidazioni giudiziali – in aumento nei Tribunali di Milano e Roma – riflette talvolta quanto già avvenuto, altre anticipa potenziali fenomeni futuri.
Società di criptovalute in crisi
Così, ad esempio, sia a Milano che a Roma si annovera il crac di società di monete elettroniche nella montagna di fascicoli delle sezioni fallimentari. Nella capitale c’è la scia della liquidazione di Swag Internazional srl, mentre sotto al Duomo quella del The Rock Trading srl, estesa poi alle società del gruppo, Digital rock holding e Onedime srl.
Tribunale di Milano, ecco storie dalla Fallimentare
Nel capoluogo lombardo, sono nel commercio, nei servizi, nell’immobiliare, come nel settore della moda o energetico le imprese finite in liquidazione giudiziale di recente. «Riflettono – analizza Laura De Simone, presidente della Sezione fallimentare del Tribunale – la struttura economica del territorio». Dove c’è un po’ di tutto. E un po’ di tutto arriva al primo piano del Palazzo di Giustizia (dove tra l’altro ha da poco presentato un piano di ristrutturazione aziendale un marchio storico come Giochi Preziosi). Ma arrivano pure le imprese finite in inchieste sulla criminalità organizzata. Talvolta rese gusci vuoti dalla camorra, conferma Gian Piero Scoppa, fino a marzo a capo della sezione fallimentare a Napoli, dove l’onda lunga della pandemia ha portato al default di società di mense o ristorazione per ospedali.
Tribunale di Roma, ecco storie dalla Fallimentare
Se nel capoluogo lombardo sono aumentate del 5% le liquidazioni giudiziali dichiarate dal Tribunale (410 fino a giugno), a Roma stimano un incremento del 25% delle aperture. Preoccupano – a quanto ricostruisce IlSole24ore – i dissesti di importanti strutture sanitarie, come la Fondazione Santa Lucia, oggi in amministrazione straordinaria; o di altri istituti, molto noti, che hanno avuto accesso a procedure, ancora in corso, regolate dal codice della crisi. E ci sono istanze di accesso al concordato preventivo anche di altre significative realtà imprenditoriali come Facile ristrutturare o Nova (Euronics). Come, nel settore del cinema, la liquidazione recente di Sipario Movies ha fatto seguito a quella di altre società del settore. Il punto, tra i tanti, è «far convivere quest’aumento – analizza Giorgio Jachia, presidente della Sezione Fallimentare – con l’impegno ad approfondire subito le tematiche connesse con le responsabilità di quanti hanno determinato il dissesto o ne hanno ritardato l’emersione, aggravandolo».
Liquidazione extrema ratio
Nelle tre principali città d’Italia, le liquidazioni – cresciute – sono però sempre più l’extrema ratio rispetto ai tentativi di composizioni negoziata della crisi, concordano De Simone, Jachia e Scoppa (si veda altro articolo): a Milano sono passate da una sola istanza nel 2021 a 23 nel 2026. «Vi sono imprese che propongono ai creditori soluzioni effettive, altri provano ad utilizzarla solo per ritardare l’apertura della liquidazione», analizza Jachia. «Le liquidazioni sono sempre più confinate a imprese piccole», aggiunge Scoppa. «Il passaggio da una culturale della liquidazione a una del risanamento – conclude De Simone – è misurabile nei numeri e nell’esperienza».