La cantieristica nautica e navale italiana si conferma «uno dei motori più dinamici della manifattura nazionale», quanto a ricavi ed export, e con previsioni di aumento del fatturato nel 2026; ma ora si trova a dover affrontare il collo di bottiglia del capitale umano: il 91% delle aziende di settore, infatti, ha difficoltà a reperire personale. A sottolinearlo è Mediobanca, nell’Indagine sulle imprese della cantieristica navale e nautica in Italia, messa a punto dall’Area studi dell’istituto. Dal report risulta che il comparto, dopo aver più che raddoppiato il fatturato nel decennio 2016-2025 (+115,8%), continua a crescere, a dispetto di uno scenario internazionale caratterizzato da tensioni geopolitiche e volatilità.
Nel 2026 previsti in aumento ricavi (+2,6%) ed export (+3,2%)
La ricerca di Mediobanca combina un’analisi strutturale della filiera (composta da 3.460 società attive per quasi 30mila addetti) a un approfondimento realizzato attraverso un questionario rivolto a un campione di 141 aziende manifatturiere, con fatturato individuale superiore ai 10 milioni di euro, rappresentative di oltre l’80% delle vendite complessive del settore preso in esame (ne fa parte ovviamente anche Fincantieri). L’indagine evidenzia la capacità di crescita e internazionalizzazione del settore anche in un contesto mondiale complesso: per il 2026, infatti, le imprese prevedono un aumento dei ricavi del 2,6%, sostenuto principalmente dall’export (+3,2%), mentre il mercato domestico dovrebbe segnare +1,2%.
Come si accennava, dunque, tra il 2016 e il 2025, riporta lo studio, il fatturato del comparto nautico-navale è cresciuto del 115,8%, una performance superiore a quella registrata dagli altri principali segmenti della filiera dei mezzi di trasporto. La crescita ha interessato tanto i mercati esteri quanto quello domestico. Nel decennio, l’export è aumentato del 122,9%, mentre le vendite sul mercato interno sono cresciute del 100,5%. Ancora più marcato l’incremento del valore aggiunto (+134,9%), «a conferma di una crescente capacità di generare valore, grazie al contenuto tecnologico e industriale della produzione».
Le 141 aziende monitorate, poi, hanno chiuso il 2025 con un fatturato aggregato pari a 14,8 miliardi di euro, in aumento del 10,8% sul 2024. La componente estera, chiarisce il report, «continua a svolgere un ruolo centrale e rappresenta circa il 65% delle vendite complessive. Anche l’occupazione è cresciuta (+6,9%), confermando il rafforzamento della capacità produttiva».
Difficoltà a trovare personale
Per il 2026, il 52% delle imprese prevede un incremento del fatturato, il 19% una situazione di sostanziale stabilità e il 29% una riduzione delle vendite. Nel complesso, il comparto stima, come si è detto, un incremento dei ricavi del 2,6%; eppure si trova al cospetto di un impasse che lo accomuna ad altre aziende italiane: il capitale umano emerge come uno dei principali vincoli alla competitività del settore. Il 91% delle imprese, infatti, segnala difficoltà nel reperire personale.