Il conto delle multe non pagate si trasforma in un ordine di oscuramento. Agcom ha chiesto agli operatori telefonici di bloccare dall’Italia l’accesso a viagogo.it. E in effetti ieri era irraggiungibile, a valle di una operazione che rappresenta una prima volta per un sito di secondary ticketing, il mercato della rivendita dei biglietti.
Dopo anni di sanzioni per i tagliandi offerti a prezzi maggiorati, l’Autorità cambia passo. Ora arriva dunque l’ordine di chiudere l’accesso dal nostro Paese.
A rendere possibile l’intervento è una norma inserita nel decreto Bollette del 2025. Il meccanismo lega il blocco al mancato pagamento di sanzioni Agcom per almeno un milione di euro. Con una condizione decisiva: le multe devono essere definitive, perché sono scaduti i termini per contestarle oppure perché l’impugnazione si è conclusa con un giudicato. Nei fatti si tratta della prima applicazione di questa leva contro il bagarinaggio online.
«Questo provvedimento – commenta al Sole 24 Ore il commissario Agcom Massimiliano Capitanio – è importante perché completa una serie di interventi messi in campo dell’Autorità per affermare un principio semplice, ma spesso dimenticato: le leggi nazionali si rispettano. Questo vale tanto più per aziende spesso immateriali che pensano che vendere servizi in Italia non comporti l’adeguamento alle nostre normative». Agcom, prosegue Capitanio, «grazie al prezioso lavoro degli uffici e della Guardia di Finanza, interviene per la tutela dei minori, per il gioco d’azzardo, per il furto di copyright, per i discorsi d’odio in rete e, come oggi è ancora più evidente, per il secondary ticketing».
Mettendo insieme le varie sanzioni irrogate, l’Agenzia delle entrate deve riscuotere dalla società 53,4 milioni di euro. Il totale comprende 48,6 milioni euro per i provvedimenti del periodo 2020-2023, maggiorazioni e interessi inclusi, e una sanzione da 4,86 milioni adottata nel novembre 2024. Quest’ultima risulta non iscritta a ruolo. Le altre quattro hanno come data di iscrizione il 10 luglio 2024.