Niente più riso nei Kellogg’s Rice Krispies e nei Coco Pops: il cambiamento climatico mette sotto scacco qualità e disponibilità del cereale e l’azienda acquisita tramite Kellanova nel 2024 da Mars, riformula la storica ricetta utilizzando farine di mais e di riso, con l’aggiunta di glutine di frumento come legante strutturale all’interno della nuova ricetta.
Lanciati quasi un secolo fa, i Rice Krispies sono venduti in tutto il mondo, soprattutto nella diffusissima versione al cioccolato Coco Pops.
Italia tra i mercati coinvolti
La notizia riportata da Guardian e Bbc ha suscitato clamore nel Regno Unito. La riformulazione riguarda – appunto – il mercato britannico, ma dovrebbe coinvolgere tutti i mercati internazionali al di fuori del Nord America – che sono quelli controllati da Mars tramite l’acquisizione di Kellanova nel 2024 – dunque l’intera area europea (e di conseguenza il mercato italiano).
L’altra metà dello spin-off, WK Kellogg, che possiede gli stessi marchi cerealicoli nei mercati nordamericani ed è passata sotto la proprietà di Ferrero, si è invece affrettata a precisare al magazine Just Food: «I nostri cereali Rice Krispies negli Stati Uniti sono fatti con vero riso e continueranno a esserlo».
Riso sotto scacco del cambiamento climatico
Secondo quanto affermato dall’azienda, le condizioni meteorologiche estreme che hanno colpito la Spagna nel 2022 e nel 2023, in particolare, hanno ridotto la disponibilità delle varietà di riso utilizzate per i cereali per la colazione. Ancora lo scorso settembre l’index della Fao è aumentato del 9,5% rispetto a settembre 2025 e dell’1,4% su base mensile. La situazione si è particolarmente aggravata a causa di El Niño, evento metereologico che sta facendo sentire pesantemente i suoi effetti sulla produzione agricola nel Sud-Est asiatico, che produce oltre un quarto del riso mondiale.