Un fatturato in crescita del 12%, a quota 390 milioni, nel biennio nero per l’agricoltura a livello globale. E una strategia mirata a crescere, sia sul mercato che nell’impronta industriale, in India e nel Nord America. La veneta Maschio Gaspardo, gruppo italiano specializzato nella produzione di attrezzature per macchine agricole, archivia un anno “controcorrente” rispetto alle principali aziende del settore. Pur accusando il colpo delle variabili geopolitiche pesanti su logistica e mercati.
«La crisi del comparto agricolo nasce dal significativo aumento del costo delle macchine agricole, trainato dal generale incremento dei costi di produzione e dai problemi sulle commodity agricole, con prezzi in calo. Un mix che ha generato una crisi per gli operatori. Siamo riusciti a svincolarci da questa situazione grazie ad una strategia di diversificazione delle geografie e del prodotto» sottolinea il ceo Luigi De Puppi.
Oggi il mercato europeo per Maschio Gaspardo pesa il 60% del fatturato e l’India promette di veder crescere il proprio peso nei prossimi anni. Il Gruppo produce in India dal 2011 e ha all’attivo un progetto di raddoppio della capacità produttiva che vale 30 milioni di investimenti. «A maggio inizieranno i lavori per la nuova fabbrica – spiega il cfo Davide Frizzarin – che sarà operativa nel 2028. Oggi produciamo 50mila macchine all’anno, vendute principalmente sul mercato indiano, che sta crescendo in termini di meccanizzazione grazie al sostegno dello Stato, interessato a ridurre l’impatto ambientale delle attività agricole. Il nostro obiettivo è produrre in India le macchine destinato al mercato locale a partire dalle rotopresse».
Il
2025 ha registrato due importanti operazioni, da un lato la partnership industriale con l’americana Lynx AG LLC, specializzata nella produzione di tecnologie strip-till su grandi dimensioni – per lavorazioni su fasce di terreno -, di cui Maschio Gaspardo ha acquisito una quota. Dall’altro l’acquisizione, da parte di Maschio Gaspardo China e Maschio Gaspardo Canada, dei rami d’azienda del produttore Grégoire Besson nei rispettivi Paesi. «La collaborazione con l’americana Lynx ci ha portato a creare una joint venture e a progettare e iniziare, da maggio, a testare la nostra prima macchina agricola destinata al mercato americano. Si tratta di una macchina seminatrice di grandi dimensioni, che presenteremo alla Farm Progress Show in Iowa, a settembre prossimo» spiega il presidente Mirco Maschio. «Crediamo sia strategico sostenere progetti capaci di radicare le produzioni nei territori in cui siamo presenti, viste le incertezze pesanti sulla logistica e i costi dei trasporti. La scelta fatta in India è strategica perché ci permette di servire un mercato in forte crescita, passato in dieci anni da 500mila a un milione di trattori» aggiunge il presidente. Il Gruppo conta sei stabilimenti in Italia e altri in India, Cina, Romania e negli Stati Uniti.











