Quasi 1 italiano su 2 consuma prodotti a base vegetale 2-3 volte al mese: più precisamente dichiara di farlo il 45,9% secondo gli ultimi dati forniti da Unione Italiana Food, che sottolinea come dal 2023 ad oggi, il numero di consumatori abbia registrato una crescita di oltre il +10%, «consolidando il ruolo rilevante che questi prodotti ricoprono nelle scelte degli italiani». Sempre secondo un sondaggio di Astraricerche, chi li mangia lo fa per variare la dieta (41,8% degli intervistati) o per aumentare il consumo di proteine vegetali (18,6%).

«Un percorso di trasformazione delle abitudini alimentari in linea con quanto indicato dalla comunità scientifica internazionale e nazionale che invita a privilegiare le proteine vegetali, come ad esempio i legumi almeno 3-4 volte a settimana, per contribuire alla riduzione del rischio di malattie croniche e cardiovascolari. Tuttavia, solo 1 italiano su 4 consuma i legumi con frequenza elevata (oltre 4 volte a settimana), mentre la maggioranza si ferma sotto la soglia consigliata». Per questo, spiegano ancora da Unionfood, «alimenti come i prodotti a base vegetale possono essere preziosi alleati a tavola».

Quello del plant based è insomma un mercato che può ancora svilupparsi: secondo le rilevazioni NielsenIQ, tra il 2024 ed il 2025 la crescita è stata del 5% per un valore di circa 600 milioni di euro.

Nel frattempo, però, il Parlamento Ue ha allo studio un provvedimento volto a limitare l’uso di denominazioni da sempre impiegate per descrivere prodotti a base vegetale, in quanto ritenute tradizionalmente associate alla carne (il cosiddetto meat sounding). «Un provvedimento che mira a vietare termini consolidati e ben comprensibili, senza che nel tempo si siano mai registrati equivoci o fraintendimenti e che appare in controtendenza rispetto alla reale consapevolezza del consumatore», dicono dal Gruppo Prodotti a Base Vegetale di Unione italiana Food, secondo sui, sempre in base ai risultati elaborati da AstraRicerche, quasi 9 italiani su 10 (89,7%) che acquistano questi prodotti dichiarano di sapere cosa stanno portando in tavola e consumando. E anche quando sottoposti a una prova visiva, gli stessi consumatori riconoscono correttamente i prodotti 100% vegetali. Nel caso delle polpette veg, ad esempio, solo 1 su 30 (3,4%) ritiene che siano di origine animale. I preferiti? Sono burger, polpette, salsicce e affettati (45,3%), insieme a bevande (34%) e yogurt vegetali (32,4%).

«La crescente attenzione verso i prodotti a base vegetale non è un fenomeno passeggero, ma sintomo di una trasformazione concreta delle abitudini alimentari degli italiani», commenta Giancarlo Giorgio, presidente del Gruppo Prodotti a Base Vegetale di Unione Italiana Food, associazione di categoria aderente a Confindustria -. Tutte le linee guida della sana e corretta alimentazione, nazionali e internazionali, invitano a incrementare il consumo di vegetali e di proteine veg in particolare. In questa transizione, i prodotti a base vegetale possono rappresentare un alleato fondamentale per centrare questo obiettivo».

Share.
© 2026 Nederlandkeer. Alle rechten voorbehouden.
Exit mobile version