«La merce che al momento non possiamo spedire vale 6-7 milioni – spiega il Ceo di Starline Marco Ghilardi – e i clienti ci stanno chiedendo di stoccarla per ora qui in Italia, chiedendoci di valutare i costi dell’operazione. Ad oggi stiamo negoziando anche per emettere intanto qualche fattura di acconto. Per noi il Medio Oriente vale il 70% dei ricavi, è chiaro che questa incertezza ci preoccupa. Incertezza anche sui costi futuri, visto che già per alcune materie prime si vedono ipotesi di aumenti».
Preoccupazioni che si estendono più in generale all’intera area della meccanica varia rappresentata dalla Federazione Anima, che vede 1,44 miliardi di export verso il Medio Oriente nei primi sei mesi del 2025, il 7% del totale, quasi il doppio rispetto al peso dell’area del Golfo nella media nazionale.
Oltre a valvole e rubinetti, il peso dell’area è particolarmente rilevante ad esempio per turbine a gas (10% dell’export) oppure pompe idrauliche (9%). Ricavi importanti e messi progressivamente a rischio dall’attacco di Usa e Israele all’Iran. «Speriamo vivamente – spiega il presidente di Anima Pietro Almici – che la situazione attuale si risolva in tempi brevi. Siamo particolarmente preoccupati per la meccanica italiana, un settore che esporta circa il 60% dei propri prodotti e che detiene le capacità per competere a livello internazionale. I paesi del Golfo rappresentano una valida alternativa nella strategia di diversificazione dei mercati, specialmente alla luce delle attuali sfide poste dai dazi Usa. Non dimentichiamo, inoltre, le problematiche collegate ai noli e ai trasporti marittimi, che stanno già avendo un impatto sulle esportazioni e sui costi energetici per le nostre imprese. Queste dinamiche rendono ancora più importante la ratifica del trattato Mercosur-Ue, per aprire nuove possibilità di sviluppo e cooperazione per l’industria italiana ed europea».
Area, quella del Medio Oriente, che nei numeri di Anima vede una crescita in termini di export del 7%, una delle poche aree positive all’interno di un 2025 oltreconfine piatto per la meccanica varia (+0,4% nei primi sei mesi), in crescita più che doppia rispetto alla media dell’andamento generale dell’export tricolore. Con Arabia Saudita, Emirati e Qatar a valere quasi il 90% dei valori totali in Medio Oriente per la componentistica dell’universo di Anima.
