Lavorare perché anche la normativa italiana consenta di utilizzare i simulatori antincendio (che ricreano fedelmente situazioni di emergenza fuoco, senza però utilizzare la fiamma vera), in modo da formare in modo completo chi deve affrontare una situazione di pericolo di quel tipo, col vantaggio di poterla ripetere più volte e senza inquinare. Visto che «un solo estintore medio che viene svuotato per una prova antincendio senza simulatore, disperde circa 6 chili di CO2 nell’ambiente, il corrispettivo delle emissioni generate da 60 Fiat Panda Hybrid in un tragitto di 1 chilometro».
A lanciare la sfida è Emanuele Pitto, ceo di Scenario, una piccola azienda genovese (8 dipendenti e un volume d’affari di 4,2 milioni l’anno), altamente specializzata, però, in un comparto di nicchia: nello sviluppo e nell’integrazione di sistemi avanzati di simulazione per la progettazione, la formazione, la sicurezza e la gestione operativa, in diversi settori industriali.
Simulazioni per acquisire esperienza pratica
L’impresa progetta soluzioni personalizzate che trovano applicazione in diversi settori: marittimo, portuale, aereoportuale, logistico e nella movimentazione di mezzi speciali. «I simulatori – dice Pitto – consentono di riprodurre ambienti operativi complessi e situazioni critiche, come manovre navali, operazioni portuali, movimentazioni merci o scenari di emergenza, permettendo agli operatori di acquisire esperienza pratica in condizioni realistiche ma sicure».
Ad oggi, prosegue, «contiamo circa un centinaio d’installazioni di simulatori. I clienti sono istituti nautici, porti, aeroporti, centri di formazione e strutture dedicate all’addestramento di enti istituzionali». Tra le collaborazioni con realtà formative di rilievo, ci sono quelle con l’Accademia nautica dell’Adriatico di Trieste, il Polo tecnologico di Vendramin Corner di Venezia, la Fondazione Caboto di Gaeta e l’Its Mare di Sorrento. E tra le aziende con cui Scenario lavora abitualmente ci sono Mevea (Finlandia), Lilaas (Norvegia), Wärtsilä (Finlandia).
Academy aziendale
L’impresa genovese ha anche sviluppato una propria attività di formazione professionale attraverso una propria academy che offre percorsi indirizzati a professionisti della sicurezza, operatori del settore antincendio, tecnici e operatori industriali, personale coinvolto nella gestione delle emergenze. «I programmi formativi – afferma Pitto – integrano simulazione digitale, scenari realistici e attività pratiche, permettendo ai partecipanti di acquisire competenze operative in un contesto controllato ma altamente immersivo». Attraverso questa struttura, aggiunge, «abbiamo certificato circa 400 formatori».
