La resilienza dei giovani agricoltori è decisiva per il settore. Le imprese under 35 in agricoltura resistono, meglio di quanto avviene nel resto dell’economia italiana, e sono quelle più attive nell’investire in innovazione tecnologica, leva sempre più importante per abbattere i costi, ridurre la dipendenza dall’estero per energia e mezzi di produzione, garantire alle imprese sostenibilità e competitività sui mercati.
È quanto emerge dai dati resi noti da Coldiretti nell’ambito dell’edizione 2026, la ventesima, degli Oscar Green sull’agricoltura under 35 in Italia.
Le imprese agricole under 35 in Italia sono 49mila e rispetto allo scorso anno hanno registrato un calo del 4% (sul segno meno incidono anche gli imprenditori attivi che hanno superato il limite d’età dei 35 anni). A pesare il fattore demografico: secondo il centro studi Divulga negli ultimi dieci anni i giovani in età lavorativa sono calati del 5 cento.
Nonostante la flessione, tuttavia, in agricoltura, i giovani imprenditori hanno mostrato una tenuta migliore rispetto a quanto registrato in altri settori. Nell’industria italiana nel suo complesso le aziende condotte da giovani sono calate del 6% con cali ancora più marcati nel settore chimico (-15%), in quello delle apparecchiature elettriche (-10%), nelle industrie tessili e dell’abbigliamento (-9%).
Ancora più importante è il dato qualitativo, e cioè il fatto che delle 49mila imprese under 35 attive, oltre una su tre (il 35%), ha investito di recente in tecnologia e in soluzioni innovative per ridurre il consumo di fertilizzanti, acqua ed energia coniugando così la spinta alla sostenibilità con l’esigenza di ridurre i costi e la dipendenza dagli approvvigionamenti esterni.
