Compie 80 anni la Baraclit di Bibbiena (Arezzo), uno dei principali gruppi italiani nei prefabbricati industriali in calcestruzzo, e li festeggia col miglior bilancio della sua storia e un premio da oltre mille euro a ciascun dei 350 dipendenti. L’azienda della famiglia Bernardini ha chiuso il 2025 con un valore della produzione superiore a 131 milioni di euro, in crescita dell’11% sull’anno precedente, e un margine operativo lordo (ebitda) di circa 11 milioni. Quest’anno il premio di redditività previsto dal contratto integrativo sarà affiancato da una quota straordinaria per celebrare l’ottantesimo anniversario, un riconoscimento – erogato in parte in denaro e in parte in welfare – che è stato esteso anche ai dipendenti delle società del gruppo, la bresciana Prefabbricati 2000 e l’aretina Omat (in tutto una settantina).
Baraclit è un nome associato ai prefabbricati per edifici industriali, logistici, commerciali e direzionali in tutta Italia. Tra le realizzazioni più significative ci sono la nuova sede della Bianchi Biciclette (22mila metri quadrati) a Treviglio; il centro commerciale Fass Shopping Center (70mila metri quadrati) all’aeroporto di Cagliari; due impianti di trattamento dei rifiuti organici vicino Roma (15mila mq ciascuno).
Fondata a Bibbiena, in Casentino, nel 1946 dai cinque fratelli Baracchi (la figlia di uno dei fondatori ha sposato Franco Bernardini, padre dell’attuale amministratore delegato Luca), Baraclit è passata da realtà artigianale a gruppo industriale che comprende anche una divisione specializzata nella produzione di cabine elettriche prefabbricate e soluzioni per il settore energetico, uno dei comparti che negli ultimi anni ha spinto la crescita del gruppo.
Nel biennio 2025-2026 Baraclit ha investito 10 milioni di euro, per metà nell’acquisizione del 100% della Prefabbricati 2000 e nell’espansione della capacità produttiva e per l’altra metà nella nuova centrale di betonaggio a torre nel sito di Bibbiena e in un impianto fotovoltaico flottante su un bacino idrico di 8mila mq (il 60-70% della superficie è stata coperta da pannelli galleggianti su strutture in plastica riciclata): l’impianto, della potenza di 1 megawatt di cui 600 kilowatt sul lago e 400 kilowatt a terra, non solo produce energia rinnovabile ma permette di ridurre l’evaporazione dell’acqua massimizzando così l’efficienza. «Si tratta dell’ultima tappa di un percorso green che viene da lontano – spiega l’ad Luca Bernardini -. Oggi nello stabilimento abbiamo installati 5,2 megawatt con un sistema di accumulo che ci permette di utilizzare il 50% di energia autoprodotta; il resto la immettiamo in rete e, grazie a un accordo col nostro trader, abbiamo la garanzia di fornitura di energia al 100% da fonte rinnovabile».
Oggi il portafoglio ordini di Baraclit ha raggiunto i 200 milioni di euro, un livello che permette di affrontare un 2026 costellato da incertezze sul mercato delle costruzioni. «Il problema è legato al forte incremento dei costi delle materie prime, dal gasolio all’acciaio, dal cemento ai materiali plastici, coibenti e bitume – spiega Bernardini – perché non è facile riversare questi aumenti sui clienti, che a volte rallentano gli investimenti. Il portafoglio è cospicuo ma sarà più difficile tradurlo in marginalità».