Cecchi: evoluzione degli stili di consumo
«Tutto pronto per affrontare l’ultimo passaggio, quello dell’approvazione da parte della Commissione Europea – ha commentato il presidente del Consorzio Vino Toscana, Cesare Cecchi -. Le modifiche introdotte rispondono all’evoluzione degli stili di consumo e alle esigenze del mercato. L’introduzione della categoria vino spumante, che rappresenta un’importante opportunità di sviluppo per le aziende vitivinicole toscane. Non meno rilevante è la possibilità di usare in etichetta il solo il nome geografico “Toscana IGT” eliminando “Toscano” che punta a rafforzare l’identità del vino e si caratterizza come vero e proprio marchio di qualità, capace di valorizzare l’eccellenza delle produzioni regionali».
L’Indicazione Geografica Tipica “Toscana” comprende oggi diverse tipologie di vino: Bianco, Rosato, Rosso sia fermi che frizzanti. Sono inoltre previste le tipologie da uve appassite (Passito) e da uve stramature (Vendemmia Tardiva). A queste si aggiungono ora due nuove tipologie di bollicine.
Una richiesta che viene dai produttori
«L’introduzione delle due tipologie di vino spumante, spiega il direttore del Consorzio, Stefano Campatelli – è nata dalla richiesta di molti produttori toscani che da tempo sono impegnati in questo tipo di produzione e rappresenta una concreta opportunità di sviluppo per il comparto, che, pur restando ancorato alla tradizione, si apre a nuove prospettive in linea con un mercato sempre più orientato alla qualità e alla diversificazione dei prodotti».
I produttori dell’Igt Toscana negli ultimi cinque anni hanno prodotto in media 91 milioni di bottiglie. Il valore complessivo della produzione supera i 458 milioni di euro: il 31% (28,2 milioni di bottiglie) è destinato al mercato italiano, mentre il restante 69% (62,8 milioni di bottiglie) è esportato.
L’Europa rappresenta il principale mercato di riferimento (46% dell’export), seguita dagli Stati Uniti (33%) e dall’Asia (6%). Il Consorzio Vino Toscana, che nel 2019 contava circa 70 soci, oggi ne conta 450. I viticoltori, considerando anche quelli che associati alle cooperative, superano quota 1.700.




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