Una splendida giornata di primavera ha reso ancora più speciali gli eventi legati alla nuova collezione di alta gioielleria di Bulgari, che quest’anno è stata presentata a Milano, tra la boutique di via Monte Napoleone, la vicina Villa Necchi, patrimonio del Fai, e Villa Arconati, a pochi chilometri dal centro della città, dove lunedì scorso si è tenuta una serata di gala che a molti ha ricordato quella degli Oscar, per la presenza di star hollywoodiane e lo sfoggio di alta moda e, appunto, di alta gioielleria.
Nulla è stato lasciato al caso, ma la tappa milanese del “grand tour globale” che Bulgari organizza da molti anni per l’alta gioielleria e che in passato ha toccato, ad esempio, Seul e Shanghai, potrebbe essere definita eclettica, proprio il nome dato alla nuova collezione. Un aggettivo che viene dal greco eklégo, “scelgo”, e che descrive una persona, un’opera o un metodo che combina elementi, stili o teorie diverse e spesso contrastanti, armonizzandoli in un insieme unitario. Una definizione perfetta per i gioielli e orologi che hanno sfilato a Villa Arconati indossati da modelle e modelli, oltre a essere stati esposti nella magica Villa Necchi.
«L’impegno di Bulgari nell’alta gioielleria è sempre maggiore e tocca ogni aspetto, dalla creatività ai laboratori, dalla cura degli eventi alla scelta dei luoghi dove tenerli. Più che di cambiamento ci piace parlare di evoluzione», spiega Corinne Le Foll, arrivata in Bulgari un anno fa come direttrice generale della parte gioielleria e alta gioielleria. Nel 2025 la maison del gruppo Lvmh aveva optato per Taormina, scenario ben diverso da Milano. «La casa di Bulgari è il mondo, anche se le nostre origini sono a Roma e nella scelta dei “palcoscenici” per le meraviglie dell’alta gioielleria e orologeria desideriamo creare esperienze profondamente legate ai luoghi che ci ospitano, che siano “culturalmente” immersive per tutti e in primis per i clienti e i collezionisti che arrivano da tutto il mondo», aggiunge Corinne Le Foll, che ha alle spalle una lunga esperienza nella gioielleria.
Tornando alla collezione e al suo nome, Lucia Silvestri, direttrice creativa dei gioielli della maison e tra le massime esperte di gemme e pietre preziose al mondo, ha spiegato nella prefazione al libro Eclettica, appena pubblicato da Rizzoli, che tutto è nato «dal dialogo fluido e in costante evoluzione che la maison intreccia con l’arte» e che la collezione rappresenta la manifestazione più ardita dell’artsmanship, concetto coniato proprio da Bulgari per indicare la fusione tra intuizione artistica e maestria artigianale e visionaria. Eclettica ha stabilito un nuovo record, con 15 delle 150 creazioni complessive (50 hanno un valore multimilionario) definite trasformabili, il numero più alto mai presentato da Bulgari. Al cuore della collezione ci sono nove creazioni straordinarie riunite sotto il nome di Capolavori, che esprimono l’apice di ingegno e creatività, estetica originale e perfezione tecnica.
«Il linguaggio dell’artsmanship di Bulgari è davvero universale: ogni gioiello richiede giorni e giorni di lavoro manuale e ci possono volere ore per spiegarlo – aggiunge Corinne Le Foll –. Allo stesso tempo, quando lo si vede in una teca o lo si osserva sfilare, indossato, in movimento, il gioiello si rivolge direttamente al cuore e al senso estetico di ognuno di noi e quasi non ha più bisogno di parole. La bellezza di pietre, forme e abbinamenti parla da sola ed è anche per questo che i clienti e i collezionisti Bulgari vengono davvero da tutto il mondo e negli ultimi anni abbiamo visto crescere l’interesse degli uomini, che naturalmente meritano creazioni ad hoc, come le spille». Una visione suggellata dalle parole di Jean-Christophe Babin, ceo del gruppo Bulgari: «Questa collezione ci rappresenta profondamente, perché l’eclettismo è parte integrante del nostro dna. Roma stessa è eclettica, un luogo in cui secoli di arte convivono, si nutrono reciprocamente e generano incessantemente nuova bellezza. La collezione Eclettica incarna questo spirito: mondi ed espressioni artistiche differenti che convergono in un unico linguaggio creativo, inconfondibilmente Bulgari».

