Prosegue la corsa dei prezzi dei carburanti alla pompa, con nuovi rialzi. Secondo i dati del Mimit (monitorati quotidianamente su Lab24) il prezzo medio della benzina sulla rete stradale italiana ieri ha raggiunto quota 1,724 euro al litro (era 1,693 in giorno precedente, 1,672 lunedì), sulle autostrade 1,836 (era 1,816 il giorno precedente e 1,778 lunedì). Per il gasolio i rincari sono ancora più accentuati: costa 1,818 euro al litro sulle strade (era 1,754 il giorno precedente e 1,727 lunedì), e sulle autostrade 1,948 (era 1,903 il giorno precedente e 1,727 lunedì). È ai massimi da marzo 2024. Secondo l’ultima rilevazione di Staffetta Quotidiana, Q8 ha aumentato di 2 centesimi i prezzi consigliati della benzina e di 7 quelli del gasolio, Tamoil di 3 centesimi la verde e di 10 il diesel.
Le voci di speculazioni
Per spiegare la corsa, innescata con l’attacco all’Iran, in questi giorni non sono mancate le voci di speculazioni. Il Codacons ha denunciato picchi di 2,5 euro al litro per il gasolio in autostrada, e ricorda come sia possibile ricorrere alle accise mobili per mitigare i prezzi, l’associazione di consumatori Adoc ha parlato di «speculazioni» da parte dei petrolieri, sulla scia dell’accusa che martedì i benzinai – con le organizzazioni di categoria Faib, Fegica e Figisc – avevano rivolto nella stessa direzione. Assotir ha inviato una segnalazione al ministro dei Trasporti, Matteo Salvini, chiedendo misure per contenere lo shock, «a partire dai fenomeni speculativi che vengono segnalati da varie parti d’Italia», e per la massima trasparenza sugli aumenti che secondo l’associazione toccano i 30 centesimi. Assoutenti ha annunciato un esposto all’Antitrust sulla base di un andamento dei prezzi anomalo sia per la velocità dei rincari, sia per la loro entità, «soprattutto se si considera che la materia prima petrolio è stata acquistata dalle società nei mesi scorsi a prezzi decisamente inferiori rispetto a quelli odierni», ha detto il presidente Gabriele Melluso. Preoccupazione per presunte speculazioni sono arrivate anche da associazioni come Coldiretti, Confcooperative Fedagripesca, Cna.
Il tavolo dei prezzi
Il ministro delle Imprese, Adolfo Urso, ha convocato per la mattinata del 6 marzo due riunioni della Commissione di allerta rapida sui prezzi, presieduta dal garante (Mister Prezzi), Benedetto Mineo. La prima sull’andamento dei mercati energetici, con focus sui prodotti petroliferi (per gas ed elettricità ieri Arera ha istituito l’Unità di Vigilanza Energetica), la seconda sulle possibili ricadute inflattive. Già dall’inizio della settimana, su indicazione di Urso, era stato potenziato il monitoraggio sui carburanti e i primi esiti sono stati trasmessi alla Guardia di Finanza. Mister Prezzi ha inoltre già chiesto alle principali compagnie petrolifere chiarimenti sulle recenti variazioni dei prezzi, in particolare sul rapido rialzo dei listini.
Come si forma il prezzo
Questi elementi saranno approfonditi alle riunioni a cui parteciperanno le associazioni di categoria, tra cui Unem, che rappresenta le aziende petrolifere, e che sottolinea innanzitutto come, per capire i listini, prendere il greggio come riferimento non sia sempre corretto perché benzina e gasolio non sono che una sua frazione e le loro valutazioni internazionali sono rilevate dal Platts (Cif Med), che riflette lo stato del mercato fisico reale di domanda e offerta.
«Il Brent attualmente è intorno agli 83 dollari al barile, più o meno quanto nella prima settimana di marzo 2024. Nello stesso periodo però le quotazioni Platts del gasolio erano inferiori di circa 180 dollari a tonnellata (circa 10 centesimi di euro al litro) rispetto ad oggi, mentre quella della benzina era superiore di 55 dollari a tonnellata (circa 7 centesimi)», spiegano da Unem, aggiungendo che storicamente l’andamento della quotazione Platts e del prezzo industriale italiano (senza tasse) del relativo prodotto è molto simile, al netto di variazioni repentine e di ampia portata come le attuali. Fanno sapere dall’associazione che «da venerdì le quotazioni Platts del gasolio complessivamente hanno guadagnato circa 18 centesimi al litro mentre il prezzo alla pompa in media nazionale è cresciuto di poco meno di 10 centesimi. La benzina ha invece guadagnato circa 7 centesimi euro al litro, a fronte dei circa 5,5 del prezzo al consumo».








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