«La carenza di giovani è uno dei problemi principali: ecco perché proviamo a coinvolgere i ragazzi a partire dalla scuola secondaria». Paolo Cerabolini, presidente del cluster dell’Aerospazio Lombardo, espone gli obiettivi dell’ultima iniziativa, un incontro con i protagonisti del settore dedicato a ragazzi e ragazze di 3°, 4° e 5° anno degli studi superiori. Un primo incontro che si inserisce in un percorso pluriennale di formazione e orientamento, pensato per accompagnare le nuove generazioni nella scoperta delle opportunità offerte dal settore aerospaziale.
«Ci pensavamo da tempo – spiega Cerabolini – e ora crediamo sia arrivato il momento di accelerare in questo genere di iniziative. In generale vediamo una sorta di disinteresse per le materie legate alle tecnologie, che occorre superare. Le aziende del nostro settore faticano a trovare le risorse anche solo per gestire il turnover. Noi vogliamo provare ad entusiasmare i giovani, a dargli un sogno e a far loro comprendere le potenzialità del comparto».
Settore strategico, quello dell’aerospazio, rilanciato di recente dal combinato disposto della crisi dell’auto (che spinge le aziende a cercare qui sbocchi alternativi per i propri prodotti) e dall’impennata delle spese europee per la Difesa, svolta strategica legata ai sommovimenti geopolitici che non pare destinata ad esaurirsi a breve.
«Vogliamo raccontare da un lato il passato glorioso di questo comparto nella nostra regione, a partire dalla storia unica di Aermacchi, ma soprattutto evidenziare le potenzialità del presente e del futuro, per evidenziare la grande valenza tecnologica e le grandi opportunità esistenti».
L’obiettivo dell’incontro, programmato il 27 marzo in Regione Lombardia, è infatti anche quello di evidenziare gli sbocchi di carriera, provando ad invertire un trend negativo di fuga dei talenti all’estero.








