Nuova potenza per Partenope: il primo computer quantistico pubblico italiano basato su tecnologia superconduttiva può ora contare su un processore da 64 qubit. Un salto decisivo rispetto agli iniziali 25 qubit, per la macchina inaugurata nel 2024 che è già finita nel mirino di aziende e centri di ricerca interessati a sperimentare le frontiere del calcolo quantistico.
Calcolo quantistico per ricercatori e aziende
Al termine degli interventi di installazione del nuovo processore, condotti nel mese di febbraio, prenderà il via la campagna di misure per verificare il corretto funzionamento dei 64 qubit di cui è dotato il nuovo sistema. A quel punto, il computer quantistico Partenope, realizzato dal gruppo di Tecnologie Quantistiche Superconduttive dell’Università degli Studi di Napoli Federico II e finanziato dall’ICSC – Centro Nazionale di Ricerca in HPC, Big Data e Quantum Computing – sarà pronto per mettere a disposizione di ricercatori e aziende una piattaforma per lo sviluppo, implementazione e abilitazione di algoritmi e applicazioni sempre più performanti e per la formazione di competenze qualificate.
Da Intesa a Banca d’Italia: le collaborazioni già attive
Attività e collaborazioni sono già state avviate con enti di ricerca e università. Grandi industrie come Leonardo, Ferrovie dello Stato o Unipol hanno manifestato interesse verso Partenope. Non solo. Nel polo universitario di Monte Sant’Angelo sono già arrivati ricercatori di Banca d’Italia e Intesa Sanpaolo, per testare le potenzialità del calcolo quantistico su problemi finanziari complessi. Nel caso di Intesa Sanpaolo, è stato anche testato con successo un algoritmo per la finanza quantistica.
Bernini: «Nuova tappa per l’ecosistema italiano»
«Il potenziamento di Partenope rappresenta una nuova tappa nel percorso che sta rafforzando l’ecosistema italiano della ricerca, rendendolo sempre più competitivo. È la dimostrazione concreta che gli investimenti del PNRR, previsti dal MUR, stanno producendo risultati tangibili: stiamo dotando il Sistema Paese di competenze, infrastrutture e risorse strategiche per sostenere l’innovazione e accelerare lo sviluppo e la diffusione delle tecnologie quantistiche», sottolinea il Ministro dell’Università e della Ricerca Anna Maria Bernini.
Obiettivo calcolo «fault-tolerant»
Grazie all’aumento del numero di qubit, Partenope non solo potenzierà le capacità del laboratorio in cui è ospitato, il Quantum Computing Center dell’Università Federico II di Napoli, rendendolo uno dei centri più competitivi in Europa e nel mondo, ma consentirà di svolgere una ricerca di frontiera, esplorando l’integrazione con piattaforme hardware alternative per il calcolo sia classico che quantistico e soluzioni innovative in grado di rendere il calcolo quantistico tollerante agli errori (Fault-tolerant quantum Computing), aspetto essenziale ai fini della scalabilità e della diffusione su larga scala di questa tecnologia.



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