La missione degli industriali italiani a Bruxelles
di Antonio Pollio Salimbeni
(Il Sole 24 Ore Radiocor) – «È un grido d’allarme, siamo all’ultima chiamata: se non si rimettono le mani sul sistema Ets non lo faremo più e fra dieci anni ci sarà poco su cui rimettere le mani. L’industria italiana è a favore della decarbonizzazione, ma questa deve essere equa e in linea con gli obiettivi del mercato unico europeo, ciò non può avvenire se vengono chiesti sforzi che tecnicamente ed economicamente non sono sostenibili, una situazione che per molti settori significa morire o buttarsi in un burrone». Questa la posizione di Confindustria espressa dal vicepresidente per l’energia Aurelio Regina sulla revisione del sistema di scambio delle quote di emissione di gas a effetto serra, che la Commissione Ue presenterà a luglio per ridurre la volatilità del prezzo della Co2, attenuare l’impatto sui prezzi dell’elettricità e i costi nelle filiere industriali.
Tra le dieci proposte definite da Confindustria per riformare il sistema Ets, la limitazione del prezzo delle quote agendo sulla riserva per la stabilità del mercato anche fissando un tetto al prezzo della Co2; esclusione degli operatori puramente finanziari dalla partecipazione alle aste; revisione dei “benchmark” dell’Ets; blocco della riduzione delle quote gratuite; meccanismi di sostegno alla decarbonizzazione con risorse da reperire con un fondo comune europeo; blocco temporaneo dell’Ets marittimo; ulteriore rinvio dell’Ets 2 per evitare impatti insostenibili per piccole imprese e famiglie. Regina, il presidente di Federacciai Antonio Gozzi e il presidente di Assocarta Lorenzo Poli hanno incontrato la stampa a Bruxelles, dove hanno avuto vari incontri istituzionali.
