La Procura lombarda della Corte dei Conti apre le indagini sugli extracosti concessi all’Arena Santa Giulia, che ha ospitato l’impianto di hockey maschile su ghiaccio per le Olimpiadi invernali di Milano e Cortina. Il nucleo Pef della Guardia di finanza di Milano ha notificato ieri l’ordine di esibizione dei documenti in Comune a Milano (negli uffici della Direzione generale), con l’ipotesi di danno erariale.
La storia degli extracosti è cominciata anni fa, con l’aumento vertiginoso dei costi energetici e delle materie prime a seguito dell’inizio del conflitto russo-ucraino. Nel 2023 la multinazionale Eventim, proprietaria della struttura (attraverso la società veicolo Evd Milan Srl), ha cominciato a chiedere più risorse, almeno 120-130 milioni in più, su una base di partenza di circa 180 milioni. Le cifre rivendicate hanno poi visto degli aggiustamenti in corso d’opera, anche in base agli scenari internazionali, ma già tre anni fa c’era la certezza che l’opera sarebbe costata molto di più rispetto a quanto inizialmente preventivato.
All’inizio di quest’anno, poco prima dell’avvio delle Olimpiadi, si è cominciato a parlare di 134 milioni di extracosti, di cui però il settore pubblico – il Comune e a Regione Lombardia – era disposto a riconoscere solo una fetta più piccola.
Va inoltre ricordato che nell’agosto 2025 il decreto Sport del governo ha sbloccato i fondi per gli extracosti, garantendo proprio all’Arena 21 milioni; a questa cifra si è aggiunta una modifica di convenzione, sottoscritta dal Comune e dalla Regione, per garantire al gruppo Eventim altri eventi sportivi di valore nazionale, come una sorta di “compensazione”.
Sotto la lente della Corte dei conti ci sono però, soprattutto, i due eventi che, da parte sua, Eventim dovrebbe garantire al pubblico: solo 2 concerti all’anno, come chiesto dal Comune di Milano. Troppo poco, ritengono al momento gli inquirenti, che contestano appunto il possibile danno erariale perché una società privata avrebbe ottenuto risorse pubbliche senza garantire in cambio servizi adeguati alla collettività. Questo il presupposto dell’indagine, su cui verranno fatti approfondimenti nelle prossime settimane. Non ci sono su questo, invece, fronti penali aperti in Procura a Milano.


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