Uno per otto. Questo è l’effetto moltiplicatore che emerge dallo studio «Economia della montagna. Impatti e sfide del sistema montagna in Italia commissionato da ANEF (Associazione Nazionale Esercenti Funiviari aderente a Confindustria) a PwC Italia. Per ogni euro speso per l’acquisto di biglietti e servizi turistici negli impianti di risalita si genera un effetto di oltre 8 volte per il giro d’affari locale stimolato, inteso come valore della produzione. Se invece si considera il solo impatto sulla spesa turistica l’effetto moltiplicatore è di oltre 5 volte. L’analisi misura l’impatto socio-economico del turismo montano legato agli impianti di risalita per la Valle D’Aosta, Lombardia, Veneto e le province di Trento e Bolzano.
I dati evidenziano come nei territori analizzati, a fronte di 1.111 milioni di euro di spesa turistica destinata agli impianti di risalita per l’acquisto di skipass e altri servizi elargiti dai gestori, la spesa turistica locale complessiva ha raggiunto 5.576 milioni Iva esclusa, attivando 8.941 milioni di giro d’affari e oltre 75 mila tra occupati diretti e indiretti locali. Tutto ciò ha prodotto un gettito fiscale pari a 548 milioni di euro per Regioni, Province e Comuni dell’area montana dei territori analizzati. Per comprendere come il turismo montano sia capace di generare un impatto fiscale significativo a livello locale, basti pensare che per ogni giornata di sci registrata sugli impianti di risalita, il gettito fiscale medio per sciatore è pari a 15,5 euro.
Sul fronte degli investimenti sulla base dei dati di bilancio 2024, l’ultimo anno disponibile, dei gestori presenti nelle aree geografiche analizzate si vede come l’ammontare delle risorse finanziarie destinate alla realizzazione o al rinnovamento delle infrastrutture esistenti ovvero impianti, innevamento, mezzi, macchinari, attrezzature e fabbricati e altro cubava 291 milioni di euro ripartiti per il 30% nella provincia di Bolzano, 27% per quella di Trento, 21% Lombardia, 13% Valle D’Aosta, 9% Veneto. Il altre parole si tratta del 94% del totale nazionale degli investimenti infrastrutturali nel 2024. Anche qui, l’effetto moltiplicatore è notevole: per ogni milione di valore della produzione generato dalle società di gestione dei territori analizzati, 250mila euro sono stati spesi in investimenti.
Dal punto di vista ambientale gli impianti di risalita emettono solo il 6% di tonnellate di CO2 attribuibili al turismo montano. Le nuove tecnologie, come i sistemi Ecodrive per le seggiovie e i generatori ad alta efficienza per l’innevamento, consentono risparmi energetici fino al 20% mentre è in crescita l’utilizzo di energia elettrica da fonti rinnovabili. Allargando lo sguardo al sistema montagna in Italia nel suo complesso, l’Italia conta in totale 2.500 comuni montani che occupano circa il 35% del territorio nazionale e sono abitati da oltre 7 milioni di abitanti, più del 12% della popolazione italiana. Il 51% dei comuni montani presenta un’economia fortemente incentrata sul turismo con una media di 17 presenze turistiche per abitante, più del doppio rispetto alla media nazionale. Nel sistema montagna operano oltre 552mila unità locali delle imprese, di cui 171mila artigiane, che complessivamente danno lavoro a 1,8 milioni di addetti.
