L’aumento del costo di carburante causato dalla situazione nel Golfo Persico mette a rischio collegamenti marittimi essenziali per la continuità territoriale. A denunciarlo, con una nota congiunta, sono Confitarma e Assarmatori, che chiedono al Governo un contributo straordinario per le compagnie di navigazione, sotto forma di credito d’imposta.

La crescita del prezzo del fuel determinato «dalla grave crisi in atto – si legge nel documento – impatta, in particolare, in modo rilevante sui servizi marittimi regolari per passeggeri e merci, sulle rotte nazionali e sui collegamenti da e per le isole maggiori e minori, un segmento industriale già fortemente esposto, anche in ragione dell’introduzione e del progressivo rafforzamento delle politiche ambientali europee. Al punto che, in assenza di interventi correttivi, il rischio, quantomai concreto, è quello di una compromissione stessa di questi servizi, fino ad una possibile riduzione dell’offerta o, nei casi più critici, al venire meno dei collegamenti marittimi essenziali per la continuità territoriale».

Per questo, Assarmatori e Confitarma propongono al viceministro delle Infrastrutture e trasporti, Edoardo Rixi, e al ministro per le politiche del mare, Nello Musumeci, «di prevedere un contributo straordinario per le compagnie, sotto forma di credito di imposta, commisurato alla maggiore spesa sostenuta nei mesi di marzo, aprile e maggio, rispetto al prezzo medio del mese di febbraio, per l’acquisto di carburante». La richiesta che arriva alla vigilia del consiglio dei ministri previsto domani, 3 aprile, in cui verrà discusso un nuovo dl Carburanti, per far fronte ai rincari conseguenti la situazione venutasi a creare nel Golfo Persico.

«Il trasporto marittimo – spiegano Stefano Messina e Mario Zanetti, rispettivamente presidenti di Assarmatori e di Confitarma – svolge un ruolo imprescindibile nella continuità territoriale e, più in generale, nell’economia italiana. Un segmento industriale che è stato escluso dalle prime misure emergenziali varate per far fronte al rincaro dei carburanti ma che, adesso, per continuare a garantire i servizi, deve essere considerato al pari degli altri, assicurando condizioni di coerenza tra modalità di trasporto, in una fase congiunturale particolarmente delicata. Ci rivolgiamo a un Governo che ha saputo mettere la blue economy al centro della sua agenda, affinché ascolti la voce del settore e sappia mettere in campo le iniziative necessarie per garantirne la continuità operativa».

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