È il destino degli slogan più riusciti: non invecchiano; semplicemente cambiano mestiere. “Una telefonata allunga la vita”, con protagonista Massimo Lopez, non è rimasta appesa in una teca insieme ai gettoni e alle cabine: ha preso posto nel linguaggio comune, ha fatto carriera, ha superato indenne i decenni e oggi viene richiamata in campo. Tim riporta in televisione la sua evoluzione ripartendo da lì, da quella frase che nel 1993 l’allora Sip lanciava in uno spot diventato proverbio nazionale.
Passato e presente
Quella andata in scena nei giorni scorsi con la riproposizione dello spot originale e ieri durante il Festival di Sanremo con il nuovo spot istituzionale della Tim, è una mossa insieme semplice e astuta. Prima il tuffo nella memoria collettiva, riproponendo l’originale; poi il nuovo spot, firmato dal regista Paolo Genovese, che non si limita a citare, ma prova a dare un nuovo significato, declinato sui giorni d’oggi. Passato e presente in montaggio alternato, come due fotografie della stessa famiglia scattate con trent’anni di distanza: cambiano i vestiti, cambia la casa, ma lo sguardo resta riconoscibile.
Di certo lo stesso è Il luogo simbolico scelto: il fortino. Non come santuario, ma come scenario rifatto, aggiornato, reinterpretato in versione contemporanea, per raccontare un presente «fatto di tecnologie, intelligenza artificiale e nuovi modelli di relazione», spiega una nota Tim. Un’operazione nostalgia? L’ambizione dichiarata è diversa: «Un racconto che non celebra la memoria, ma la trasforma in visione». Il racconto di una metamorfosi industriale.
Il racconto dell’evoluzione
Il concetto chiave è: trasformazione. Tim si presenta come un organismo che cresce con il Paese e cambia pelle: «Da Telco a piattaforma integrata di servizi e soluzioni», dentro «un ecosistema che adesso include oltre alle connessioni, anche l’intrattenimento, l’energia e le assicurazioni». In altre parole: la telefonata di ieri diventa la base (e la metafora) per un mondo dove la connessione non è più solo voce.
«“Una telefonata allunga la vita” – afferma l’amministratore delegato Tim, Pietro Labriola – è una frase che ha segnato un’epoca. Ha raccontato un’Italia che iniziava a connettersi e un’azienda che costruiva infrastrutture. Oggi non celebriamo la nostalgia. Raccontiamo una trasformazione. Tim è cambiata con l’Italia e non smetterà di farlo. Siamo passati da un mondo in cui la connessione era solo voce a un ecosistema in cui la connettività è la base su cui costruiamo valore: connessioni ultraveloci e 5G, intelligenza artificiale, contenuti per l’intrattenimento, servizi digitali che vanno dall’energia alle assicurazioni. Tutto integrato in un’unica piattaforma. Per questo abbiamo fatto scelte coraggiose, ridisegnato il nostro perimetro e accelerato sull’innovazione». Il futuro «si costruisce con visione e determinazione. E noi siamo pronti a guidarlo».
