Le auto Pagani. Oppure gli Yacht Azimut. O ancora le biciclette Colnago. Dovendo trovare un denominatore comune degli investimenti arabi nella manifattura italiana non occorre uno sforzo di fantasia fuori dal comune perché l’orientamento prevalente, a prescindere dalle produzioni coinvolte, è in modo inequivoco verso la fascia alta di gamma.
Si guarda a brand consolidati e in molti casi iconici, “scorciatoie” chiare che consentono ai fondi sovrani di Arabia Saudita, Qatar ed Emirati Arabi di andare a presidiare segmenti di nicchia in cui l’Italia è in grado di primeggiare in tutto il mondo.
Guardando ad esempio all’Arabia Saudita, Public Investment Fund, che nel corso del 2021 ha rilevato il 30% del brand automobilistico della motor valley Pagani, attraverso Pauk Investment, dispone di una potenza di fuoco rilevante, vicina ai mille miliardi di dollari. Fondo che ha rilevato anche il 6% di Technogym, così come un terzo delle quote del big degli yacht Azimut Benetti, principale operatore mondiale del settore.
Forte di 163 yacht in costruzione, quasi un quarto del mercato globale, per il 26esimo anno consecutivo al primo posto al mondo nel segmento degli yacht sopra i 24 metri. Partnership, quella sviluppata con l’investitore, che punta ad aprire nuove prospettive di sviluppo per il brand anche nei mercati del Medio Oriente.
Altra incursione pesante nel settore del lusso made in Italy è stata quella realizzata dal fondo Mayhoola del Qatar, che ha rilevato la quota di controllo della maison Valentino, per poi trovare un’intesa successiva con il gruppo Kering.
