Ennesimo tentativo fallito del governo Meloni di tenere in vita una presunta gara a due per l’Ilva ormai in stato agonizzante. Ennesimo passaggio a vuoto di Flacks.
Su impulso diretto dell’esecutivo, la scorsa settimana gli americani di Flacks, che avevano presentato documenti incompleti nelle parti finanziarie, avevano ricevuto la possibilità di integrare, entro venerdì di questa settimana (20 marzo), i documenti con la dimostrazione di essere solvibili e di disporre di una struttura bancaria alle spalle in grado di sostenere l’operazione.
Il 20 marzo, invece, a quanto risulta al Sole 24 Ore, da Flacks non è arrivato nulla di sostanziale. O quasi.
Lettere di credito? Niente. Una meno impegnativa “Confort letter” di un istituto bancario? Niente. Né nomi di banche né soldi sul tavolo.
L’unica cosa ricevuta dai commissari, che peraltro avevano in qualche modo subito l’iniziativa “iper-ottimistica” del governo e delle sue strutture ministeriali di dare più tempo a Flacks, è una lettera in cui Flacks spiega di non avere avuto tempo e in cui chiede di potere fare l’ennesimo incontro la prossima settimana.










