È Maurizio Martina il candidato italiano al ruolo di direttore generale della Fao, l’Organizzazione delle Nazioni Unite per l’Alimentazione e l’Agricoltura. Il governo lo ha annunciato nel giorno del Consiglio Agrifish, con le parole del vicepremier Antonio Tajani e il ministro dell’Agricolutra Francesco Lollobrigida.

Come funziona la candidatura

Le proposte saranno diverse. Lo hanno chiarito i ministri italiani: «Oggi presenteremo la sua candidatura, ma ci saranno probabilmente altre candidature europee. Noi chiederemo una posizione unitaria dell’Europa rispetto ad altre posizioni altrettanto autorevoli di altri esponenti a livello mondiale, ma crediamo che Maurizio Martina abbia ben rappresentato l’Italia», ha detto Lollobrigida.

«Sostegno anche se con una storia politica diversa dalla nostra»

Il governo guidato da Giorgia Meloni, ha aggiunto il ministro dell’Agricoltura, «ha sostenuto la candidatura di Maurizio Martina: pur avendo una storia politica differente dalla nostra, abbiamo ritenuto che l’Italia meritasse di avere quel ruolo e possa meritare ancor di più di avere un ruolo di guida di un’organizzazione internazionale di livello, che ha la sede a Roma, nella quale il collega potrà rappresentare al meglio l’interesse generale di un’organizzazione che deve affrontare temi legati alla sicurezza alimentare, con particolare riferimento ovviamente all’agricoltura».

Chi è Martina

Martina, che oggi è vicedirettore generale della Fao, è legato al Partito democratico. È stato ministro dell’Agricoltura con i dem (a capo del governo Renzi e, poi, Gentiloni) e anche a segretario del partito (tra marzo e novembre 2018). Nel 2018 è stato eletto alla Camera: un ruolo che ha lasciato tre anni dopo per la posizione alla Fao.

L’attuale direttore generale

Martina, oggi, è vice di Qu Dongyu, eletto per la prima volta nel 2019 e rieletto nell’estate del 2023 per il secondo mandato quadriennale. Biologo, nel 2015 è stato viceministro dell’Agricoltura e degli Affari rurali in Cina.

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