Esiste un italian style nell’approccio alle bevande alcoliche fatto di consumo moderato, prevalentemente ai pasti, e di convivialità. A teorizzarlo è una ricerca affidata da Federvini (l’associazione dei produttori ed esportatori di vini, alcolici ed aceti) al Dipartimento di comunicazione e Ricerca Sociale dell’Università La Sapienza di Roma.
Dallo studio presentato nel corso dell’evento “The Italian Way” è emerso infatti come il consumo di bevande alcoliche nel nostro Paese sia in larghissima prevalenza moderato, ritualizzato e profondamente legato al contesto sociale e alle abitudini alimentari, in coerenza con le consuetudini della Dieta mediterranea.
Il consumo appare, infatti, strutturalmente correlato ai momenti del pasto e della convivialità, con oltre l’80% delle consumazioni di vino concentrate a pranzo e a cena e oltre il 70% dei cocktail legati agli aperitivi.
Con un consumo annuo di 8 litri alcol pro capite, l’Italia si colloca a un livello del 6% inferiore alla media dei Paesi Ocse e, in Europa, ben al di sotto dei Paesi dell’Europa centro-orientale e di quelli iberici, dove i consumi oscillano tra gli 11 e i 12 litri pro capite l’anno.
I dati si collocano, inoltre, in un quadro positivo di salute e aspettativa di vita: secondo Eurostat l’Italia registra l’aspettativa di vita più elevata in Europa raggiungendo 84,1 anni, valore superiore alla media UE che si attesta a 81,5 anni.
