Da un mese lei è presidente del Comitato paritetico di coordinamento di Aefi e It-Ex, le due associazioni di settore che hanno avviato un percorso di unificazione, proprio con l’obiettivo di rafforzare il sistema fieristico.

Martedì 24 febbraio c’è stata la prima riunione operativa, alla presenza del ministro delle Imprese e del Made in Italy Adolfo Urso, a cui hanno partecipato sei membri per ciascuna delle due associazioni, tra cui Maurizio Danese e Raffaello Napoleone, presidenti di Aefi e It-Ex, nonché vicepresidenti del Comitato. Abbiamo deliberato l’obiettivo di avere, entro giugno, un soggetto unico di rappresentanza del sistema fieristico nazionale, per poter garantire una voce comune e coordinata nei confronti delle istituzioni governative nazionali e sovranazionali e di tutti i soggetti che si occupano della difesa del made in Italy, come Ice, Simest, Sace e Cdp. Inoltre, abbiamo deciso di istituire gli Stati Generali delle fiere, che si svolgeranno il prossimo giugno a Milano, in cui saranno affrontate diverse tematiche: internazionalizzazione e ruolo delle fiere come strumento di diplomazia economica; formazione, digitalizzazione e intelligenza artificiale; fiere e filiere produttive, non solo quelle manifatturiere, ma anche quelle commerciali e artigianali. Infine, turismo e marketing territoriale quindi il ruolo delle fiere come elemento di sviluppo anche del settore turistico e del del territorio.

Si parla da anni di fare sinergie e sistema tra le fiere, ma i risultati concreti sono stati pochi finora. Perché questa volta dovrebbe essere diverso?

In momenti difficili come questo – caratterizzato da fenomeni di dumping anche nel settore fieristico per attrarre manifestazioni, dalla schizofrenia dei dazi statunitensi, e da venti di guerra che non si placano – bisogna essere sempre più uniti, abbandonando ogni logica campanilistica, evitando la competizione tra fiere e quartieri per giocare tutti insieme, indossando la maglia della nazionale italiana e in pieno spirito olimpico, una partita a livello globale, che vede concorrenti molto più grandi e forti di noi, anche in Europa, penso alla Germania, sebbene noi abbiamo tutte le caratteristiche per diventare altrettanto grandi e forti.

Per rafforzare la competitività del sistema, soprattutto a livello internazionale, sono necessari anche incentivi. Le istituzioni vi stanno sostenendo?

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