La concorrenza cinese preoccupa le aziende italiane produttrici di finiture e rivestimenti per l’edilizia, un settore che nel 2025 ha superato i 4,3 miliardi di euro di fatturato, con esportazioni in crescita dell’11%, come emerso nell’assemblea di Edilegno-FederlegnoArredo. A tutela delle aziende, le associazioni di categoria hanno ottenuto lo scorso anno l’introduzione, da parte della Commissione europea, di dazi antidumping provvisori fino al 62,4% sulle importazioni di prodotti in legno duro (quindi latifoglie come betulle, pioppi o eucalipti) provenienti dalla Cina e utilizzati soprattutto nell’edilizia.
Dazi assorbiti però, in larga parte, dagli stessi produttori cinesi, come spiega Andrea Bazzichetto, presidente di Edilegno: «In questo modo, il prezzo ai consumatori finali è rimasto sostanzialmente uguale e dunque le nostre imprese soffrono ancora questa concorrenza sleale». Né aiuta il nuovo conflitto tra Usa, Israele e Iran, che sta coinvolgendo tutta la regione del Golfo, fondamentale per il settore che, come accennato, sta crescendo proprio grazie alle esportazioni.
«Serve coraggio per affrontare scenari internazionali in continua evoluzione, ed è il coraggio che vediamo ogni giorno nelle nostre imprese – ha detto Carlo Piemonte, direttore generale di FederlegnoArredo, in apertura del convegno -. Un coraggio che si traduce nella capacità di valorizzare qualità, competenze e saper fare, elementi che rendono il Made in Italy un’eccellenza riconosciuta nel mondo».
In questo scenario, il settore rilancia il proprio ruolo strategico nella realizzazione e di spazi sostenibili e orientati alla qualità dell’abitare. Oltre agli aspetti tecnici, le imprese devono sempre più considerare anche aspetti legati ad architettura e design come leva di competitività per il comparto, che comprende pavimentazioni e rivestimenti di legno, finestre di legno e legno-alluminio, porte interne e porte d’ingresso. Perciò l’assemblea di Edilegno ha messo al centro del dibattito il tema del benessere abitativo, sempre più centrale nel confronto architettonico e sociale.
La leva del valore aggiunto
«Grazie a creazioni sempre più sartoriali e all’altissima qualità dei materiali, le finiture si stanno affermando come veri e propri elementi di arredo, protagonisti di abitazioni private così come di progetti coordinati per il contract e l’hôtellerie», ha detto Andrea Bazzichetto, presidente di EdilegnoArredo. «La crescita dell’export conferma che questa qualità viene riconosciuta anche a livello internazionale: nei mercati esteri si scelgono i prodotti italiani, non solo per il design e l’affidabilità tecnica, ma per il valore che apportano in termini di benessere abitativo. È una sensibilità che abbiamo voluto mettere al centro del confronto, per rafforzare una cultura dell’abitare fondata su qualità, sostenibilità e consapevolezza».










