Genova industrie navali, la holding di costruzioni, riparazioni e servizi fondata sulla base della partnership tra i cantieri T Mariotti e San Giorgio del porto (protagonisti, tra l’altro, dello smantellamento di Costa Concordia) ha aperto il 2026 con sei unità in costruzione e l’annuncio di un nuovo investimento, da circa un milione di euro: l’acquisizione del 30% di Moons, innovation company (con sedi a Milano e La Spezia) che opera nei processi di trasformazione digitale. Per il gruppo genovese, il 2025 si è chiuso con oltre 500 milioni di valore della produzione e più di 200 progetti di riparazioni e refit all’attivo.

Fondata nel 2008, Gin è uno dei più rilevanti operatori privati della cantieristica in Italia. Conta 10 società controllate e 11 collegate, oltre 400mila metri quadrati di infrastrutture e 2.560 metri di banchine attrezzate tra Genova, Marsiglia e Piombino. Gestisce otto bacini di carenaggio (cinque a Genova e tre a Marsiglia) e quattro cantieri navali (a Genova – quelli di Mariotti e San Giorgio – nonché a Piombino e a Marsiglia), impiega circa 850 dipendenti e genera un indotto medio specializzato equivalente a oltre 2mila addetti, coinvolgendo più di 3mila fornitori.

Negli ultimi quattro anni, il gruppo ha investito circa 60 milioni di euro in nuovi business e infrastrutture, di cui otto destinati alla ricerca e sviluppo. «L’impegno in Moons – sottolinea Ferdinando Garrè, ad di Gin- rappresenta per il gruppo un ulteriore passo nel percorso di crescita. La nostra filosofia è sempre stata quella di mettere in relazione competenze diverse per agire sul mercato in modo più efficace, mantenendo al tempo stesso l’autonomia e l’elevata specializzazione delle singole realtà. Per il gruppo, Moons farà un lavoro di costruzione di sistemi che consentirà di armonizzare le nostre società».

Ogni azienda di Gin, prosegue Garrè, «è conosciuta per la sua identità, cioè per il suo prodotto. Ad esempio, Mariotti è un’impresa leader nella costruzione di superyacht e di navi da crociera di lusso, San Giorgio è apprezzata per le riparazioni, la Ortec è conosciuta per gli impianti. Abbiamo voluto mantenere queste identità, perché, comunque, i clienti chiedono questo. Moons, attraverso la digitalizzazione e l’intelligenza artificiale, ci consentirà di accelerare il processo di integrazione e di armonizzazione delle nostre imprese creando un’uniformità dei processi interni. Fermo restando che Moons lavorerà anche per altri, come fanno le altre aziende che partecipano alla holding».

Il 70% della società resta, in effetti, di proprietà del fondatore, Andrea Teja (38 anni, esperto di trasformazione digitale, con alle spalle 10 anni di servizio da ufficiale nella marina militare, una consulenza in McKinsey e un periodo come partner in Gea, storica realtà milanese di consulenza strategica, dove ha avviato l’area dedicata al digitale) e di Claudio Serravalle (32 anni, ingegnere meccanico, ex membro del racing team di Ferrari ed ex consulente strategico di Gea).

Share.
© 2026 Nederlandkeer. Alle rechten voorbehouden.
Exit mobile version