Secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità, entro il 2030 una persona su sei nel mondo avrà 60 anni o più. Dentro questa trasformazione prende forma la longevity economy, un ecosistema che va dal biotech anti-aging all’healthtech, fino alla senior care. Il settore del benessere è uno dei comparti in più rapida crescita all’interno della longevity economy, perché risponde a un’esigenza sempre più centrale per una popolazione che vive più a lungo: invecchiare preservando salute, vitalità e qualità della vita. Negli ultimi anni, infatti, il concetto di cura di sé si sta progressivamente spostando dall’idea di “anti-age” a quella di “healthy aging”, cioè un invecchiamento sano, attivo e consapevole.
Percorsi di benessere
Un percorso di benessere realmente personalizzato parte sempre da un’analisi approfondita dello stato biologico della persona. «Uomini e donne hanno caratteristiche endocrine, metaboliche e fisiologiche differenti e questo richiede strategie diverse nelle varie fasi della vita», spiega il dottor Michele Bonaccorso, esperto di medicina rigenerativa e funzionale a Milano. «Oggi valutiamo parametri legati a infiammazione cronica, equilibrio ormonale, qualità del sonno, gestione dello stress, composizione corporea, metabolismo glucidico e lipidico, salute intestinale e performance fisica. L’obiettivo è costruire un percorso mirato, sostenibile e scientificamente fondato. L’integrazione tra medicina funzionale, supporto ormonale e trattamenti rigenerativi è uno degli ambiti più avanzati della longevity medicine. A che età iniziare? Intervenire precocemente permette di preservare più a lungo energia, performance fisica, salute metabolica e qualità della vita. Oggi sempre più persone comprendono che investire sulla salute a 35 o 40 anni significa arrivare in condizioni molto diverse ai decenni successivi».
Un approccio pro longevity
L’invecchiamento non è un processo da temere, ma un percorso da affrontare con le giuste strategie, trasformando ogni giorno in un’opportunità per investire nella propria salute. Ecco perché GenAge® parla di approccio “pro-longevity” . Il progetto nasce dalla collaborazione tra la Comunità Scientifica dei Farmacisti Preparatori e il Metodo Ongaro Switzerland. «Il percorso parte da un principio chiave: la genetica incide per circa il 30%, mentre il restante 70% dipende dallo stile di vita», spiega il dottor Gianni Baratto, direttore scientifico di Unifarco «Alimentazione, sonno, movimento, gestione dello stress e abitudini quotidiane diventano leve fondamentali per prolungare la vitalità di corpo e mente. GenAge® si basa su approccio personalizzato che integra analisi genetiche, marker infiammatori, test del microbiota e valutazione della composizione corporea. Il farmacista, formato nell’ambito pro-longevity, diventa così una figura di riferimento per accompagnare la persona in un percorso di prevenzione e benessere a 360 gradi». La Clinique La Prairie a Montreux, leader mondiale nella longevità da oltre 90 anni, ha appena introdotto il Longevity Master Assessment, un innovativo sistema di medicina preventiva che analizza oltre 300 biomarcatori per valutare in profondità lo stato di salute e il potenziale di longevità. Il programma comprende 8 analisi avanzate, tra cui un test esclusivo per misurare l’infiammazione cronica e una valutazione brevettata del rischio cardiovascolare a 10 anni. E’ uno dei sistemi più evoluti per monitorare e ottimizzare la longevità.










