Primo fixing (al rialzo) per i listini del frumento duro nazionale da parte della nuova Commissione unica riunita al ministero per la prima volta il 30 marzo e destinata a sostituire le borse merci locali. «Dopo anni di soli annunci e promesse non mantenute, oggi si è tenuta la prima riunione della Commissione unica nazionale (Cun), che mette insieme produttori e trasformatori per individuare il prezzo del grano e rendere sostenibile la filiera sia per i produttori che per i trasformatori».
Lo annuncia in una nota il ministro dell’Agricoltura, Francesco Lollobrigida. «Il grano duro è una coltura importante – aggiunge –, necessaria a prodotti simbolo che contribuiscono ai risultati del nostro agroalimentare. La Cun è uno strumento che può orientare la produzione e la trasformazione con trasparenza e dare al prodotto italiano il giusto riconoscimento. Ringrazio tutti i componenti della Cun per la collaborazione a questo utile strumento che, ne sono certo, darà stabilità e prospettive alla nostra agricoltura e alle nostre filiere agroalimentari».
In apertura, i commissari hanno concordato l’aggiornamento dei prodotti a listino e definito le relative caratteristiche qualitative; successivamente, la seduta plenaria ha raggiunto l’accordo sulla definizione dei prezzi indicativi. L’attività della Cun proseguirà ora con cadenza regolare, con l’obiettivo di confermarsi strumento centrale per la formulazione dei prezzi indicativi «e garantire equilibrio e stabilità – sottolinea il Masaf – nelle transazioni commerciali del comparto. Fino a oggi il punto di riferimento per le quotazioni del grano duro nazionale, nel frammentato sistema di borse merci, sono quella di Foggia che quota il mercoledì, Bologna (giovedì) e la Granaria di Milano il martedì (anche se quest’ultima utilizzata maggiormente come riferimento per i prezzi di grano tenero, mais e soia).
La Cun avrà il compito di individuare il prezzo indicativo del grano duro nazionale e le relative tendenze di mercato, interrompendo le vecchie quotazioni di Foggia e Bologna, con (novità di rilievo) una nuova struttura del listino nazionale differenziato per qualità: “fino alto proteico” (15% di proteine), “fino proteico” (14%), “fino” (13% al Nord, 12% al Sud) e “convenzionale” (11,5%).
Si tratta, spiega la Coldiretti, di un’evoluzione significativa, che consente di leggere in maniera più realistica il mercato del grano duro, valorizzando le diverse caratteristiche qualitative delle produzioni, elemento determinante per l’industria di trasformazione fino a oggi non sufficientemente definito dai listini locali. Il prezzo della Cun sarà anche il riferimento per i contratti di filiera a cui agganciare i contributi pubblici, appena raddoppiati a 40 milioni per il 2026.










