L’avocado siciliano passa dalla sperimentazione a una produzione organizzata su larga scala. A guidare questo percorso è Halaesa, società agricola fondata nel marzo 2022 e diventata società benefit nel giugno 2024, che con l’acquisizione di altri 210 ettari ha portato a circa 300 ettari la propria base fondiaria nell’Isola.
La società nasce dall’iniziativa di un gruppo con competenze nell’agricoltura, nella sostenibilità e nella finanza. Alcuni fondatori avevano già maturato oltre dieci anni di esperienza nella coltivazione di frutti tropicali in Sicilia. Il primo aumento di capitale, affiancato dal credito bancario, ha consentito di acquisire e impiantare i primi terreni a Tusa, nel Messinese, e a Noto, nel Siracusano.
Cento ettari coltivati, gli altri entro il 2027
I 300 ettari sono quelli posseduti, non quelli già interamente produttivi. Gli impianti completati occupano oggi circa cento ettari, divisi quasi equamente tra Tusa e Noto. I 210 ettari acquisiti sono distribuiti tra questi territori e il Palermitano e saranno piantumati progressivamente entro la fine del 2027.
Il modello aziendale combina selezione dei suoli, irrigazione di precisione, monitoraggio digitale e gestione manageriale dei processi. Il primo raccolto, circa 200 quintali, ha confermato le stime ed è stato interamente venduto sui mercati italiano ed europeo attraverso distributori che riforniscono la grande distribuzione.
Il prodotto non è ancora commercializzato con un marchio Halaesa: il debutto con un brand proprio è allo studio tra il 2027 e il 2028. A regime, la resa prevista è di 130-140 quintali per ettaro al settimo anno. I 300 ettari entreranno progressivamente in piena produzione dal 2029; il piano industriale punta a 500 ettari entro il 2032 e a ricavi compresi tra 23 e 25 milioni nel biennio 2033-2034.









