Cambio di passo per i consumi fuori casa che nel 2025 raggiungono un giro d’affari di 102 miliardi con una leggera crescita (+1,5%) sull’anno precedente. Segno meno per quanto riguarda gli ingressi nei pubblici esercizi, bar, ristoranti, pizzerie, pub e birrerie, locali notturni. Nel 2025 c’è stata una flessione dell’1,1% che diventa del -1,6% se si considera la sola clientela italiana. È quanto rivela un’analisi realizzata da TradeLab, società di consulenza specializzata, presentata da Bruna Boroni, direttore industry «consumi fuori casa» presentata nel corso di «Away 2026 – Scenari, nuovi riti e opportunità per la marca nei consumi fuori casa» promosso da Centromarca. Il mondo dei consumi fuori casa si sta sempre più polarizzando con le catene di fast food (+1,1%) e la ristorazione (+0,6%) che mostrano una crescita delle visite lievemente positiva. Segnali negativi arrivano dai bar diurni (-2,7%) e serali (-2,9%), con crolli più marcati per take away (-4,2%) e food delivery (-4,4%). Oltre alla crisi dei consumi pesano le “diverse” abitudini delle nuove generazioni che riducono gli ingressi e i momenti di spesa. Per esempio la GenX con un -5,6% è quella che registra la maggior difficoltà, Millennials sono al -1,3% e GenZ (-0,3%) contengono la riduzione delle visite; al contrario, i Baby Boomer si confermano il motore di crescita (+3,0%).
«Stiamo vivendo uno scenario in continua evoluzione. L’escalation del conflitto in Iran sta producendo effetti tangibili sulle catene di approvvigionamento rendendo più difficile per le imprese pianificare le proprie attività – ha detto Francesco Mutti, presidente Centromarca alla platea di 200 manager dell’industria e del retail -. Criticità che si riflettono sui consumi, e in particolare sul turismo e il canale ho.re.ca., che più di altri, reagiscono in modo immediato all’evoluzione del contesto economico: dalle scelte di consumo, fino alla ridefinizione delle priorità di spesa delle famiglie italiane. Auspichiamo una rapida risoluzione del conflitto, per non compromettere le stime di crescita del comparto che, per il 2026, si attestavano sui 106 miliardi di euro. In un mercato rilevante come l’out of home, le aziende devono saper intercettare i nuovi bisogni dei consumatori. In questo scenario Centromarca si propone come l’interlocutore chiave per favorire il dialogo strategico tra industria e retail».
I momenti di consumo
Nel 2025 il ritmo dei consumi è stato scandito dal calo del potere d’acquisto degli italiani. Secondo le rilevazioni di TradeLab la classica colazione al bar con cappuccino e brioche vale 6,3 miliardi di euro con 4,2 miliardi di consumazioni (-1,2% rispetto al 2023), 2,2 miliardi di visite e uno scontrino medio di 2,9 euro. La colazione è vissuta come un’occasione sociale “accessibile”, amata soprattutto dai giovanissimi (+15% di visite). Oltre la metà dei gestori intervistati da Trade Lab (56%) prevede un incremento dello scontrino medio; il 45% considera anche un aumento delle presenze.
Diverso il momento del pranzo che registra 1,5 miliardi di visite, circa 5,5 miliardi di consumazioni e uno scontrino medio di 18,1 euro. Il tutto alimenta un giro d’affari di 27,4 miliardi. Qui si fanno avanti nuove tendenze più risparmiose come acquistare piatti pronti nella grande distribuzione (+3% dal 2023). Bar e ristoranti di fascia media rilevano un trend negativo (rispettivamente -5,2% e -2,3%), al contrario delle catene (+6,3%).
La moda, il rito dell’aperitivo sembra appartenere ad un tempo lontano perché calano sensibilmente gli ingressi, attestandosi a 506 milioni con 1,25 miliardi di consumazioni per un totale di 3,9 miliardi di spesa (-6,2% a valore). Lo scontrino medio è di 7,8 euro, che sale a 8,8 euro nel Nord Ovest e scende a 6,9 euro nel Sud e nelle Isole. Per quanto riguarda i trend di consumo di bevande si registra la maggiore difficoltà di tutto il mondo alcolico – birra (-6,5% sul 2023), cocktails e spiriti (-1,0%), vino e bollicine (-4,0%).
