Rafforzati i controlli sulle movimentazioni di olio d’oliva. Una circolare dell’Ispettorato controllo qualità e repressioni frodi (Icqrf) del ministero dell’Agricoltura ha integrato il Registro telematico dell’olio d’oliva in vigore dal luglio del 2015, introducendo alcuni nuovi adempimenti che riguardano gli acquisti di olio dall’estero in regime di Traffico di perfezionamento attivo (Tpa). Si tratta delle importazioni di olio d’oliva dall’estero effettuate per lavorare il prodotto, imbottigliarlo e poi riesportarlo sui mercati internazionali.

Con la circolare, diffusa lo scorso 25 febbraio, a partire dall’1 marzo «sarà necessario riportare nel registro nel campo note tutti i codici operazioni riguardanti gli oli in Tpa ovvero presa in carico, lavorazione ed esportazione». La circolare aggiunge che l’Ispettorato ha richiesto agli uffici Masaf «di provvedere all’aggiornamento dell’applicativo informatico del Registro telematico dell’olio in modo da garantire la puntuale tracciabilità degli oli in questione senza il ricorso alla compilazione del campo note».

Soddisfazione per la misura è stata espressa da Coldiretti e Unaprol. «Un passo decisivo – si legge in una nota – per colmare un vuoto che rischiava di danneggiare la trasparenza del mercato a tutela del consumatore. La norma sul traffico di perfezionamento attivo in questi anni ha favorito l’importazione di olio straniero a dazio zero per essere lavorato, ma senza dare precise garanzie sulla sua destinazione finale». «Abbiamo sempre sostenuto – ha commentato il presidente dell’Unaprol e vicepresidente Coldiretti, David Granieri – che la digitalizzazione debba essere un’arma contro le ambiguità. Riteniamo la trasparenza un requisito non negoziabile».

«Siamo a favore di ogni ipotesi di miglioramento che possa accrescere la trasparenza del settore – ha commentato la responsabile del gruppo olio d’oliva di Assitol (l’associazione delle industrie olearie italiane), Anna Cane – tuttavia, la circolare dell’Icqrf è stata resa nota solo lo scorso 25 febbraio e sarà operativa già dal 1° marzo: un tempo davvero troppo breve per consentire alle imprese il necessario adeguamento informatico dei sistemi aziendali. Chiediamo quindi di rivedere la tempistica, venendo incontro alle necessità del settore. Ricordiamo – ha proseguito la presidente – che, già in passato, abbiamo proposto pubblicamente alle autorità competenti di estendere il Sistema informativo agricolo nazionale (Sian) a tutto il territorio dell’Unione europea. Lo ribadiamo anche in questa occasione, auspicando l’impegno delle istituzioni per aumentare la tracciabilità dei flussi oleari in tutta Europa».

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