Centocinquantotto miliardi, terzo miglior risultato di sempre. Gli ultimi numeri dell’interscambio tra Italia e Germania confermano da un lato la lieve ripresa intervenuta dopo la frenata del 2024, dall’altro la grande rilevanza reciproca ormai consolidata, spia della forte interconnessione tra le manifatture e le economie di Roma e Berlino.

Nell’elaborazione della Camera di Commercio Italo Germanica si evidenzia una crescita degli scambi dell’1,2%, spinta legata anzitutto al progresso dell’export registrato dall’Italia, in recupero di 1,2 miliardi rispetto ai numeri del 2024, che avevano visto una caduta più rilevante, vicina ai quattro miliardi di euro.

Progresso visibile anche guardando ai nostri acquisti, cioè l’export di Berlino verso l’Italia, lievitato dello 0,7%. Connessioni che restano cruciali, tenendo conto che in termini di interscambio la Germania per noi rappresenta il primo mercato estero in assoluto distanziando ampiamente la seconda in classifica, la Francia, attestata a 112 miliardi di euro. Italia che resta comunque nelle posizioni di testa anche guardando dalla prospettiva opposta, con Roma al sesto posto per scambi se il punto di vista è quello di Berlino, in cui a primeggiare (252 miliardi) è la Cina.

Mezzi di trasporto e chimica sono ancora una volta le aree più pesanti in termini assoluti, settori in cui il nostro saldo commerciale verso la Germania è storicamente negativo. Discorso che si ribalta per gli altri settori in graduatoria, con alimentare e siderurgia in cui è invece l’Italia ad essere in attivo.

Mezzi di trasporto, agroalimentare e meccanica sono i tre comparti che spiegano la crescita dell’interscambio tra i due paesi nel 2025.

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