Pur non essendoci ancora un riferimento interpretativo stabile, l’arrivo del “collega” umanoide in azienda sarà né più né meno che come l’arrivo di una nuova macchina. Dall’Inail spiegano che si tratta «dell’evoluzione diretta dell’introduzione della robotica nei processi produttivi», «spinta dall’integrazione di sistemi avanzati di intelligenza artificiale».
I rischi …
Con rischi allargati, ma anche vantaggi ulteriori. Cominciando dai primi, sicuramente c’è un tema di stabilità dinamica perché diversamente dai robot tradizionali che sono ancorati al suolo, gli umanoidi possono essere bipedi: questo genera il rischio di caduta della macchina addosso all’umano. Un altro rischio è dato dall’interazione imprevedibile: l’autonomia decisionale dell’umanoide basata sull’AI richiede algoritmi molto raffinati che sappiano interpretare in tempo reale i movimenti del lavoratore umano per evitare scontri con l’umanoide. Un terzo rischio è dato dallo stress cognitivo o dal tecnostress che può generare il lavoro fianco a fianco di una macchina antropomorfa simile all’uomo.
… e i vantaggi
Venendo ai vantaggi sicuramente sono molto importanti, come rilevano dall’Inail. Un terzo degli infortuni totali registrati ogni anno in azienda riguardano scivolamenti, inciampi, cadute, movimentazione manuale di carichi. L’introduzione dei colleghi umanoidi consentirà di delegare proprio a loro compiti logoranti e insicuri per l’anatomia umana.
Cosa accade in caso di infortuni
In questo quadro cosa accade in caso di incidenti o infortuni sul lavoro causati da umanoidi? L’approccio, secondo quanto spiega l’Istituto, poggia su due pilastri. Il primo prevede la tutela assicurativa e indennitaria totale del lavoratore umano. Questo vuol dire che l’infortunio causato da un robot umanoide rientra pienamente nella tutela istituzionale contro gli infortuni sul lavoro e l’istituto garantisce le prestazioni sanitarie ed economiche previste dalla legge. Il secondo pilastro riguarda l’accertamento delle responsabilità. Analogamente a quanto accade per qualsiasi macchinario industriale, l’accertamento ispettivo e legale valuterà la corretta esecuzione della valutazione dei rischi da parte del datore di lavoro. Questo significa che gli ispettori dovranno verificare se l’umanoide rispetta i requisiti di marcatura CE, se i sistemi di sicurezza sono integrati correttamente nel ciclo produttivo e soprattutto se i lavoratori sono stati adeguatamente formati, informati e addestrati alla coabitazione con l’automa.
La normazione tecnica nazionale e internazionale
Sugli umanoidi c’è un costante e intenso lavoro di normazione tecnica sia nazionale (UNI), che internazionale (CEN e ISO), che vede anche la partecipazione attiva dell’Inail, affinché l’adozione degli umanoidi avvenga in totale sicurezza. Il Regolamento macchine europeo 2023/1230 che entrerà in vigore da gennaio 2027 indica già i requisiti che i sistemi robotici e le macchine autonome devono rispettare. Tra i principali c’è la resistenza a influssi esterni intenzionali come interferenze o manomissioni, la stabilità dei limiti delle funzioni di sicurezza anche in fase di apprendimento e poi il tracciamento degli interventi e della versione del software. Se il quadro tecnico-normativo è ancora in fase di evoluzione, l’Inail si muove in maniera proattiva, come mostrano i progetti in corso con l’IIT di Genova e quelli dei bandi di ricerca in collaborazione.
