Si apre il “cantiere” per delineare il futuro del Polo Fieristico del Lingotto, con Camera di commercio di Torino e Fondazione Compagnia di San Paolo che avviano un percorso per il rilancio. Lo strumento concreto di lavoro è un Memorandum of Understanding, sottoscritto per condividere i punti principali dell’operazione.
«Partiamo in due, ma siamo ovviamente aperti alla partecipazione delle altre istituzioni e realtà cittadine e di tutti i soggetti che possano essere interessati ad avere un ruolo in questo progetto» dice Massimiliano Cipolletta, presidente della Camera di commercio di Torino. In primo piano, resta il ruolo potenziale della Regione Piemonte che potrebbe entrare nella partita.
Cipolletta parla di «un investimento che riteniamo altamente strategico per favorire l’attrattività del territorio e portare beneficio a tutte le categorie economiche, in coerenza con la missione dell’ente camerale». Il nodo del rilancio del polo fieristico del Lingotto torna periodicamente nell’agenda politica del Piemonte e il fatto che la gestione sia in capo ad wun Gruppo privata (GL Events) non ha agevolato il dialogo, negli ultimi anni, con gli stakeholder pubblici.
«Crediamo che la competitività delle città si costruisca attraverso una visione di lungo periodo e una collaborazione solida tra istituzioni, imprese e comunità. È in questa prospettiva che abbiamo scelto di accompagnare un progetto di sviluppo capace di produrre valore economico e culturale e di rafforzare l’attrattività del territorio» ha evidenziato Marco Gilli, Presidente della Fondazione Compagnia di San Paolo.
Si entra dunque nel vivo del dossier con un valore precedentemente stimato di almeno una quarantina di milioni per l’acquisto dell’immobile e altrettanti per il rilancio, con adeguamenti tecnologici e restauri annessi. Anche sulle cifre, però, servirà aprire una nuova fase di confronto. L’operazione ha davanti a sé un percorso articolato, a cominciare dalla definizione del perimetro dell’operazione, passando per la negoziazione con la proprietà, la successiva verifica di congruità dell’accordo da parte dell’Agenzia del Demanio e infine l’espletamento delle procedure necessarie all’approvazione dell’investimento da parte della Camera di commercio.










