Aumento di 200 euro sui minimi al livello medio di riferimento (il quinto) per i 450mila lavoratori metalmeccanici delle imprese di Unionmeccanica-Confapi. E’ quanto condiviso con i sindacati di settore, Fiom, Fim e Uilm nell’accordo di rinnovo del contratto collettivo nazionale di lavoro, che avrà una vigenza di quattro anni. Si tratta di un aumento che va oltre l’Ipca-Nei prevista, secondo quanto calcolano i sindacati. In tutti i casi, se si dovessero verificare ulteriori picchi inflattivi nei prossimi due anni si attiverebbe la clausola di salvaguardia per tutelare il potere d’acquisto.

I miglioramenti

«Questo rinnovo dimostra che si possono migliorare gli elementi normativi che danno diritti concreti per i lavoratori precari e segna l’apertura di una strada per affrontare il tema della riduzione dell’orario di lavoro. Ora saranno le lavoratrici ed i lavoratori a decidere con il proprio voto», affermano Michele De Palma, segretario generale Fiom-Cgil e Mirco Rota, responsabile dell’ufficio sindacale per la Fiom-Cgil. Secondo quanto spiegano Ferdinando Uliano, segretario generale della Fim e Massimiliano Nobis, segretario nazionale della Fim Cisl, «è un rinnovo importante che tutela e aumenta il salario dei 450mila lavoratori metalmeccanici delle PMI: nel quadriennio abbiamo ottenuto un incremento salariale mensile importante di 200,00 euro superiore all’inflazione prevista 2025-28. L’accordo permette di affrontare i mutamenti del mondo del lavoro e produttivo, con strumenti innovativi e partecipativi. L’impegno futuro della Fim Cisl sarà comunque quello di rafforzare la contrattazione di secondo livello nelle 40.000 aziende che applicano il contratto rinnovato, per rafforzare e migliorare ulteriormente le retribuzioni e le condizioni di lavoro».

L’aumento

Il rinnovo del contratto Unionmeccanica-Confapi assicura ai lavoratori un montante economico complessivo di 5.370 euro (dal primo giugno 2025 al 31 dicembre 2028). L’Ipca-Nei prevista nel quadriennio 2025-2028 è pari al 7,2%, ma il contratto è stato rinnovato con un aumento del 9,32%: viene riconosciuto un aumento di 45,50 euro in aggiunta all’inflazione prevista e rimane confermata la clausola di salvaguardia in caso di Ipca-Nei superiore a quella attesa. Inoltre, da giugno 2028 il welfare contrattuale passa da 200 a 250 euro.

Le tranches dell’aumento di 200 euro, calcolate sul quinto livello, sono state già in parte erogate, a giugno 2025 per 27,90 euro e a settembre 2025 per 22,10 euro. Saranno poi corrisposte altre 3 tranches a giugno 2026 per 50 euro, a giugno 2027 per 45 euro e a giugno 2028 per 55 euro.

I permessi aggiuntivi e la riduzione di orario

Il rinnovo contrattuale porta rilevanti miglioramenti sulle parti normative, con nuove tutele per le persone con patologie oncologiche e con disabilità, una riduzione di 4 ore dell’orario di lavoro per il personale coinvolto su più turni, l’introduzione della clausola di stabilizzazione per i contratti a termine pari al 20%. Per lo Staff-leasing, è stato introdotto il diritto di assunzione dopo 48 mesi, sono state definite contrattualmente le causali per prorogare i contratti a termine a 24 mesi. In materia di Appalti è stato introdotto l’obbligo in capo alle aziende con più di 400 dipendenti di fornire alle Rsu uno schema informativo contenente informazioni su ditte in appalto, normativa su cambio appalto e appalti di lunga durata. Grazie all’accordo ci sarà maggiore attenzione alla conciliazione vita-lavoro: per la malattia dei figli fino a 4 anni, sono stati previsti 3 giorni di permesso retribuito. E’ stato infine acquisito l’Avviso Comune del 27 maggio 2026 delle Parti Sociali a difesa dei Fondi Previdenziali Contrattuali come Fondapi.

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