Festeggia i 55 anni di vita lo stabilimento Michelin di Alessandria, uno dei due plant della multinazionale che vanta in Italia una profonda radice industriale. Il sito, con all’attivo 950 addetti, è specializzato nella produzione di pneumatici di grandi dimensioni per autocarro ed è un punto di riferimento per il Gruppo Michelin per innovazione, sviluppo delle competenze e flessibilità.
Il Gruppo ha lavorato sulla sostenibilità della fabbrica in questi anni, riuscendo ad ottenere una riduzione del 64% del consumo di acqua dal 2019, oltre ad anticipare al 2027 – è la stima – i target 2030 su energia e CO₂ grazie al rinnovamento della centrale termica che serve l’area produttiva.
Con una capacità produttiva prossima a 1,2 milioni di pneumatici l’anno e una superficie di oltre 470mila 0 metri quadrati, lo stabilimento Michelin di Alessandria ha confermato negli anni la sua specializzazione oltre a diversificare la produzione anche a pneumatici per metropolitane su gomma e prodotti di grandi dimensioni destinati ai mezzi agricoli e alle applicazioni del genio civile.
Circa il 60% di quanto prodotto nella fabbrica alessandrina del Gruppo è destinato all’Europa, mentre il restante 40% raggiunge altri mercati nel mondo. Il sito opera sia per il mercato del ricambio sia per il primo equipaggiamento, collaborando con importanti costruttori di camion, semirimorchi, mezzi da cava e veicoli specializzati.
Agostino Mazzocchi, presidente e amministratore delegato di Michelin Italiana, ha ribadito il ruolo centrale dell’Italia all’interno del Gruppo, come confermano gli oltre 430 milioni di euro investiti dall’azienda in Italia negli ultimi cinque anni. Il focus, sullo stabilimento, è il modello Multivite: «Rappresenta uno degli elementi distintivi della proposta Michelin per il trasporto professionale – ha spiegato l’ad – pneumatici progettati per durare più a lungo e vivere più vite grazie alla riscolpitura e alla ricostruzione. È un approccio che contribuisce a ridurre il costo totale di utilizzo per le aziende di trasporto e, allo stesso tempo, a contenere il consumo di risorse e le emissioni di CO₂».