È morto Maurizio Gozzelino, l’inventore del Crodino. Lo hanno annunciato la moglie Marisa e la figlia Barbara. Il Centro Studi Piero Ginocchi di Crodo, il paese del Verbano-Cusio-Ossola a cui il celebre “analcolico biondo” deve il nome, ricorda che Gozzelino era nato nel 1935 a Saluzzo (Cuneo), e si era poi trasferito per lavoro in valle Antigorio, dove mise a punto il mix di erbe aromatiche che sarebbe diventata la ricetta del celebre aperitivo.

La produzione della bevanda iniziò il 28 luglio del 1965. Alla fine del 2023 il Crodino ha lasciato Crodo e, da allora, si produce a Novi Ligure (Alessandria). Il Centro studi lo ricorda come una persona «affabile, un abile comunicatore, generoso, dai modi semplici della persona colta ma non esibizionista». Gozzelino, nel 2021, divenne cittadino onorario di Crodo.

L’immaginario collettivo

«L’analcolico biondo che fa impazzire il mondo» non è stato solo uno slogan pubblicitario: è stato un pezzo di immaginario collettivo italiano. Dietro quella formula entrata nella memoria di generazioni c’era proprio Maurizio Gozzelino, enologo piemontese e “mago delle essenze”, morto nella notte tra venerdì 22 e sabato 23 maggio all’età di 91 anni. Con lui scompare l’uomo che ha contribuito a dare un’identità al Crodino, l’aperitivo analcolico diventato nel tempo un simbolo dell’aperitivo “all’italiana”, capace di attraversare decenni di pubblicità, televisione e costume.

La storia di una invenzione

Originario di Saluzzo e formatosi all’Istituto Enologico di Alba, Gozzelino approda nel comune piemontese di Crodo nei primi anni Sessanta, chiamato dall’imprenditore Piero Ginocchi alla Terme di Crodo Spa. È una fase di trasformazione: lo stabilimento, fino ad allora dedicato all’acqua minerale delle sorgenti della Valle Antigorio, si prepara a entrare nel mondo degli aperitivi. In questo contesto nasce l’intuizione che cambierà tutto. Nel 1965 vengono prodotte le prime 53.835 bottigliette di Crodino.

La ricetta – ancora oggi segreta – viene messa a punto da Gozzelino: un equilibrio calibrato di erbe, spezie e radici, tra cui vaniglia, scorza d’arancia, zenzero, assenzio, coriandolo e chiodi di garofano, unito all’acqua minerale locale e affinato in botti di rovere per mesi Il risultato è un gusto nuovo, immediatamente riconoscibile, che trova presto la sua consacrazione fuori dal laboratorio.

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